[Bsf] Somalia guerra generale, altro risultato concreto dei piani lungimiranti dei nostri

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Mar 24 Apr 2007 06:57:54 CEST


Le milizie locali della zona di Kismaayo sarebbero riuscite ad avere la meglio 
nei combattimenti che da stamattina le hanno contrapposte alle forze fedeli 
al governo di transizione arrivate in città all’inizio del 2007 insieme ai 
soldati etiopi e da allora al centro di uno scontro di potere per il 
controllo politico della terza città della Somalia, di importanza strategica 
a causa della vicinanza col confine keniano. La MISNA lo ha appreso da fonti 
giornalistiche locali, le quali hanno precisato che la battaglia, iniziata 
stamani all’alba, tra miliziani del clan Marehan e Majerten (entrambe sotto 
clan dei Darod, una delle 4 grandi tribù, le altre sono Hawiye, Ishaak e 
Rahanwein, che formano la Somalia) si è conclusa intorno alle 14:00 ora 
locale, le 15:00 in Italia, con la vittoria dei Marehan che adesso 
controllerebbero Kismaayo, la terza città del paese 500 chilometri a sud di 
Mogadiscio. Almeno 16 persone, tra cui molti civili colpiti dal fuoco 
incrociato, sono morte per i combattimenti e decine sono rimate ferite. Nel 
corso di una conferenza stampa organizzata a Mogadiscio, il primo ministro 
del governo di transizione, Mohamed Ali Gedi, ha collegato i combattimenti di 
Kismaayo con quelli di Mogadiscio. “Quello che è accaduto a Kismaayo è stato 
pensato e orchestrato dai terroristi di Mogadiscio, così come le recenti 
ostilità tra Puntland e Somaliland” ha detto Gedi facendo riferimento alle 
due regioni del nord della Somalia che dopo il collasso dello Stato centrale 
somalo nel 1991 si sono dichiarate autonome e che la settimana scorsa sono 
state protagoniste di alcune scaramucce lungo la frontiere che le divide. “I 
Marehan controllavano la zona di Kismaayo dalla fine degli Anni ’90 e i 
Majerten (stesso clan a cui appartiene il presidente somalo Abdullahi Yusuf) 
hanno imposto la loro guida dall’inizio del 2007, quando in città sono 
arrivate, insieme ai soldati etiopi, le milizie fedeli al presidente Yusuf” 
ha detto alla MISNA una fonte contattata in città. I due clan hanno 
convissuto per qualche mese, nonostante qualche frizione, ma le tensioni 
politiche di Mogadiscio (legate ai delicati equilibri tra clan che sono la 
base della politica somala) e le recenti violenze, hanno causato contraccolpi 
anche e Kismaayo, finora rimasta relativamente esclusa dalle violenze che da 
mesi scuotono la capitale somala. Gli scontri tra Marehan e Majerten avvenuti 
a Kismaayo, sembrerebbero legati più a questioni locali e non è detto che 
portino i Marehan ad unirsi al già vasto e composito fronte anti-governativo 
creatosi a Mogadiscio contro il governo di transizione del presidente 
Abdullahi Yusuf.(vedi anche notizie SOMALIA ore 15:43, 11:53, 11:27 e 09:32) 
[MZ]

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È la zona dell’Hotel Ramadan quella maggiormente interessata dai combattimenti 
che da giorni vedono contrapporsi le forze fedeli al governo di transizione 
(Tfg) e i loro alleati etiopi da un lato e milizie di ogni sorta dall’altro. 
“È una vera insurrezione, chiunque abbia un fucile sta combattendo. Ci sono 
gli uomini dei clan, quelli delle deposte Corti Islamiche, gli abitanti dei 
quartieri che cercano di difendere le loro proprietà, ma anche i ladri e i 
delinquenti comuni che sperano di rubare le armi agli etiopi per poi 
rivendersele” dice un’abitante del quartiere di Jamhuriah, contattato dalla 
MISNA nella sua abitazione nella zona nord di Mogadiscio. “Tutta la mia 
famiglia è scappata io sono rimasto per evitare furti e saccheggi e pregare 
che qualche razzo o mortaio non distrugga tutto” aggiunge. Ieri i vertici 
militari etiopi hanno fatto sapere che entro tre giorni tutta la zona nord, 
considerata la roccaforte delle milizie legate alle deposte Corti Islamiche e 
dei presunti terroristi che si nasconderebbero tra le loro fila, sarà 
“ripulita”. Una posizione ribadita stamani anche dal primo ministro del 
governo di transizione Ali Mohamed Gedi, il quale, parlando con Radio 
Shabelle, ha precisato che “i combattimenti proseguiranno finchè i terroristi 
non verranno liquidati”. Il grosso delle forze inviate da Addis Abeba a 
Mogadiscio, il cui numero non è mai stato reso noto, si è riversato verso i 
quartieri centro-settentrionali e nell’area intorno al vecchio stadio di 
calcio, dove colpi di artiglieria pesante e mezzi corazzati sono impegnati in 
cannoneggiamenti continui. Intanto, fonti della MISNA segnalano una crescente 
tensione anche a Kisimaayo, la terza città del paese oltre 500 chilometri a 
sud di Mogadiscio, dove nelle ultime ore sono stati uccisi due esponenti 
delle milizie legate al presidente Abdullahi Yusuf. “C’è il pericolo che 
anche Kisimaayo la violenza si accenda improvvisamente anche se per motivi 
diversi. In città rischia di esplodere uno scontro di potere tra gli uomini i 
Majerteen (o migiurtini) e i Marehan. Da tempo la tensione tra i due gruppi è 
alta per chi dovrà comandare in città” dice una fonte locale riferendosi ai 
due principali sotto-clan della tribù dei Darod, la stessa a cui appartiene 
il presidente somalo Yusuf. [MZ]




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