[Bsf] PULIZIA ETNICA STRISCIANTE A BRESCIA CHE SI DEFINISCE ANTIFASCISTA

Luigino Beltrami luigino.beltrami1 a tin.it
Gio 26 Apr 2007 01:22:50 CEST


*_PULIZIA ETNICA STRISCIANTE A BRESCIA CHE SI DEFINISCE ANTIFASCISTA_*

 

/Incontro con i rom rumeni Romeo e Mariana al campo di via Orzinuovi  di 
Brescia il 17 aprile 2007 ore 18 circa/.

Vi abitano o meglio vi abitavano di diritto e di fatto da più di tre 
anni, finché non ne sono stati espulsi nel modo più brutale: con al 
distruzione della loro abitazione

 

Il campo di via Orzinuovi a Brescia si trova al limitare della città  
fra il fiume Mella ed il casello dell'autostrada. Vi risiedono un 
centinaio di Rom di varie etnie , principalmente Serbi, Kosovari e 
Rumeni. Distaccato di pochi metri vi è anche un insediamento di un 
centinaio di Sinti italiani. Anche questo campo come in tutti i campi 
della città vige un regolamento adottato nel 1996 dal consiglio 
comunale.  I giuristi che lo hanno esaminato non hanno esitato a 
definirlo di stampo razzista, infatti la violazione dello stesso 
comporta la perdita dell'alloggio e, come se non bastasse, l'infrazione 
commessa da uno ha effetti sanzionatori su tutto il nucleo familiare.

 

Giungo al campo lunedì 17 aprile, dopo una settimana di assenza da 
Brescia, ma non vi giungo del tutto impreparato, un quotidiano 
collegamento telefonico mi aveva informato sull'accaduto: l'espulsione 
dal campo di una famiglia di 6 persone.  Trovo Romeo ai margini del 
campo, oltre il perimetro delle casette prefabbricate; dove c'era la sua 
ora c'è uno spiazzo chiaro di materiale sintetico, il pavimento della 
casetta. Il nuovo alloggio è verso la rete di recinzione, appoggiato a 
un terrapieno, infestato di alte erbacce oltre il quale si scende al 
fiume. La nuova abitazione è di sei mq, si tratta di una tenda di 
recupero con all'interno tre materassi, di più non ce ne stanno, la 
notte vi dormono in sei.  Il servizio cucina è per forza all'aperto: un 
fornello collegato ad una bombola ed un tavolino. Romeo, 42 anni,e sua 
moglie Mariana, 36, mi ricevono con molta gentilezza ma si vede che sono 
nervosi e che hanno paura; Mariana sta allattando la piccola Marinella 
di 13 mesi, poco distanti ci sono gli altri figli, Luis di 5 anni, 
Christian di 12 e Luigi di 15 anni.

 

Chiedo a Romeo e Mariana di spiegarmi come è avvenuta la demolizione 
della sua casetta

    * In quel momento non eravamo al campo né io né Mariana ma c'era mio
      figlio Christian [e lo chiama accanto a sé di modo che possa
      confermare o correggere eventuali imprecisioni] era venerdì 13 di
      mattina intorno alle 9, quando è giunta una pattuglia di 5 vigili
      urbani, con loro c'era anche il dirigente dei servizi sociali dr
      Valenti accompagnato dall'assistente sociale Marco e dal
      collaboratore Francesco. Contemporaneamente era giunta una ruspa
      per portare a termine l'operazione. Un mio fratello, presente
      anche lui al campo, mi ha riferito che, all'ordine del dirigente
      di entrare comunque nella casetta, pur in assenza momentanea dei
      suoi inquilini, un vigile della pattuglia gli ha espresso i suoi
      dubbi circa la legittimità di forzare la porta chiusa a chiave. Ma
      il dirigente avrebbe confermato l'ordine, quindi la porta è stata
      forzata, tutto il contenuto dell'abitazione è stato caricato su un
      furgone e portato al magazzino comunale. Dopo di che è intervenuta
      la ruspa che ha abbattuto il mio prefabbricato. Il materiale
      risultante dalla demolizione è stato messo in un container e
      portato via.

 

Chiedo a Romeo se aveva ricevuto una notifica dell'imminente sgombero.

    * Circa una settimana prima dello sgombero era venuta da me al campo
      la signora Antonella ( segretaria dei servizi sociali del comune)
      per consegnarmi una lettera; poiché non conosco bene l'italiano ho
      chiesto cosa significasse quella lettera, non avendo avuto una
      risposta chiara ho rifiutato di ritirarla.

 

Chiedo ancora: sapete quali sono i motivi di un'espulsione cosi violenta 
dal campo?

    * Risponde Romeo: Ufficialmente no in quanto non mi  è stata data
      più alcuna lettera, ed il mio avvocato sta aspettando che gli
      forniscano la documentazione, ma da informazioni avute da un
      dipendente comunale sembrerebbe che mi sia addebitato il furto di
      energia elettrica ai danni di un altro abitante del campo e di
      aver ospitato a casa mia persone non autorizzate. Se queste sono
      le accuse si sono proprio sbagliati. E mi spiego: premetto che son
      stato assente dal campo per tre mesi -- da dicembre a marzo 2007
      -  (ero in Romania per importanti necessità familiari), ma per
      venire al dunque posso dire che per quanto riguarda l'energia
      elettrica io non ho più un contratto con l'azienda erogatrice in
      quanto ho un debito che non riesco a saldare e quindi mi è stato
      tolto l'allacciamento; per sopperire alla carenza mi son messo
      d'accordo con un mio parente stretto attingendo alla sua fornitura
      elettrica e condividendo il costo della bolletta. Per quanto
      riguarda l'accusa di ospitare persone non autorizzate ricordo che
      fino a marzo inoltrato son stato assente dal campo e quindi era un
      po' difficile  che la cosa si realizzasse.

 

Siete a conoscenza di altri casi recenti di espulsioni simili?

    * Si, dice Mariana, in marzo - pochi giorni prima del nostro rientro
      in Italia, un episodio simile è successo a mio fratello Alin di
      28, a sua moglie  Maria della stessa età ed ai loro sei bambini il
      più piccolo dei quali aveva 18 mesi. Anche a lui hanno distrutto
      l'abitazione ed ora vaga fra amici e parenti alla ricerca di una
      sistemazione per sé e per la sua famiglia.  Alcuni mesi fa  una
      rom serba senza marito con figli minorenni e nipoti è stata
      allontanata. Ora si parla dell'espulsione di una famiglia serba.     

Chiedo: adesso cosa intendete fare?

    * Come vedi viviamo in 6  in questa tenda usurata, continuiamo a
      subire forti pressioni da parte del personale comunale per
      andarcene -- ci è stata anche fatta vagamente balenare l'ipotesi
      che ci possano portare via i bambini ma questa è una cosa che non
      accetteremo mai a qualsiasi costo -  comunque da qui non sapremmo
      davvero dove andare e siamo molto preoccupati per mia figlia
      Marinella di 13 mesi e per Christian affetto da epilessia.  Ci
      siamo rivolti a un avvocato e confidiamo che alla fine ci vengano
      riconosciuti i nostri diritti.                                */Ma
      soprattutto chiediamo che tutti i cittadini che vengono a
      conoscenza della nostra terribile situazione intervengano presso
      le autorità comunali affinché venga cancellata questa ingiustizia./*

* *

*Telef Sindaco: 030.2977205/6  fax 030.2400732*  *Mail: 
**uffgab a comune.brescia.it <mailto:uffgab a comune.brescia.it>***

 

 

 

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