[Bsf] le missioni di pace con gli eserciti

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Sab 28 Apr 2007 06:52:12 CEST


SOMALIA   27/4/2007   17.47 	SOMALIA
MOGADISCIO: PERQUISIZIONI E SACCHEGGI, INSORTI SI DANNO ALLA MACCHIA
Altro 	Altro, Standard

Soldati etiopi e miliziani fedeli al governo di transizione somalo (Tfg) sono 
impegnati da questa mattina in una serie di operazioni di sicurezza nella 
zona nord di Mogadiscio, l’area sottratta ieri al controllo degli insorti 
anti-governativi. Lo riferiscono fonti della MISNA contattati sul posto, 
precisando che sia soldati etiopi che governativi compiono perquisizioni casa 
per casa alla ricerca di armi e di presunti fiancheggiatori delle forze 
antigovernative. Secondo le testimonianze raccolte, soprattutto tra le 
milizie del Tfg vi sarebbe chi, approfittando delle perquisizioni, sta 
compiendo saccheggi su vasta scala sia nelle abitazioni che in uffici, 
aziende ma anche in depositi sanitari, incluso uno del Comitato 
internazionale della Croce Rossa. “I miliziani del governo non ricevono lo 
stipendio e il ‘bottino’ di queste ore è la loro unica ricompensa” dice alla 
MISNA un abitante della zona nord che si č visto svuotare la casa da 
miliziani filo-governativi. I saccheggi erano cominciati gią ieri sera, 
quando decine di uomini armati avevano, poco dopo la ritirata degli 
antigovernativi, fatto irruzione in molti edifici, devastando anche la sede 
di una nota emittente televisiva locale, nella quale sono rimaste uccise 
anche quattro persone addette alla sicurezza della struttura. I soldati 
etiopi, invece, si starebbero soprattutto concentrando nella ricerca degli 
insorti ancora presenti in zona e nella creazione di “comitati di quartiere” 
che dovrebbero avere lo scopo di segnalare il ritorno o la presenza di 
“terroristi” nelle zone nord di Mogadiscio. Fonti ben informate riferiscono 
oggi che gran parte delle milizie anti-governative, soprattutto quelle legate 
alle deposte Corti Islamiche, impegnate nei combattimenti delle settimane 
scorse ha nascosto le armi e si č data alla macchia, trovando rifugio nei 
dintorni della cittą. Voci confermate in parte dalla sparatoria di una 
ventina di minuti avvenuta durante la notte nei pressi di Taleh, a qualche 
decina di chilometri da Mogadiscio. Sono in molti oggi a sottolineare che la 
‘vittoria’ militare ottenuta ieri dai soldati etiopi nei quartieri nord 
intorno allo Stadio della capitale somala sia prima di tutto frutto di un 
accordo politico raggiunto a porte chiuse tra militari etiopi e i vertici del 
clan Hawiye, che avrebbero infine deciso di abbandonare al proprio destino 
l’ala più radicale delle milizie di alcuni suoi sottoclan. Intanto a 
Mogadiscio, dove secondo voci ancora da confermare sarebbe arrivato in 
giornata anche il presidente Abdullahi Yusuf, la gente approfitta della calma 
e della giornata di riposo dedicata alla preghiere per rifornirsi di cibo e 
beni di prima necessitą. Altri hanno dedicato la giornata a raccogliere i 
cadaveri rimasti nelle strade per garantire, nel giorno sacro ai musulmani, 
adeguata sepoltura ai propri familiari. Da domani, invece, sarą la Mezzaluna 
Rossa di Mogadiscio a occuparsi, come gią accaduto nelle scorse settimane, di 
recuperare la maggior parte dei cadaveri ancora riversi ai margini delle vie 
della zona nord di Mogadiscio per “ripulire le strade”, mentre i militari 
etiopi dovrebbero effettuare una serie di sopralluoghi per decidere quali 
arterie stradali riaprire. [MZ]

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SOMALIA   28/4/2007   3.11 	SOMALIA
SI AGGRAVA BILANCIO PER COLERA, TIMORI PER STAGIONE PIOGGE
Altro 	Altro, Brief

Si sono ulteriormente aggravate le conseguenze dell’epidemia di colera e di 
dissenteria acuta in corso da mesi nel centro-sud della Somalia: dal 1° 
gennaio ad oggi, almeno 17.000 persone sarebbero state contagiate, mentre i 
decessi sono ormai 600; lo si apprende dall’ultimo rapporto dell’Ufficio per 
il coordinamento degli Affari Umanitari Onu (Ocha) per la Somalia, di cui la 
MISNA ha avuto copia. Secondo il documento, il maggior numero di casi resta 
concentrato a Mogadiscio e nella regione del Basso Shabelle (Lower Shabelle), 
dove nelle ultime settimane si contano decine di migliaia di profughi in fuga 
a causa delle persistenti violenze nella capitale tra soldati governativi 
appoggiati dall’esercito etiopico e miliziani anti-governativi legate a clan 
locali. Stando al rapporto dell’Ocha, con l’imminente inizio della stagione 
delle piogge – che dovrebbe durare fino a giugno – “il numero di casi è 
previsto in aumento”. La totale mancanza di sicurezza e i continui 
combattimenti hanno impedito finora qualsiasi intervento per contenere 
l’epidemia o garantire assistenza, in un paese dove dal 1991 non esiste alcun 
sistema sanitario nazionale. Dall’Onu arriva anche un primo allarme sul 
rischio di esondazioni nella regione di Johwar, nel Medio Shabelle (Middle 
Shabelle), dove il livello delle acque č salito di tre metri in cinque giorni 
a causa delle forti piogge. Secondo l’Ocha, nella zona ci sono almeno 16.000 
sfollati scappati in questi giorni da Mogadiscio: qualsiasi eventuale 
alluvione – si legge nel documento – “peggiorerebbe la loro già disperata 
situazione”. Preoccupazione è stata espressa anche per l’aumento del fiume 
Juba nei distretti sud-occidentali di Luuq e Baardhere. (vedi anche notizie 
SOMALIA ore 15:51 e 10:56)[CO]

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