[Bsf] il meno peggio è indecente
sauro a bresciascuola.it
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Dom 29 Apr 2007 09:14:29 CEST
da liberazione
Protesta della Cini a Montecitorio. Agnoletto: «Era meglio la Cdl»
Prodi non versa la quota
400 muoiono di Aids al giorno
Se l'Italia versasse il contributo promesso al Fondo Globale per la lotta
all'Aids, Tbc e malaria, ogni giorno si potrebbero salvare le vite di 443
persone. Ma l'attuale governo non ha ancora stanziato i 260 milioni previsti
per il biennio 2006-2007.
Per ricordarlo, ieri il Cini (Coordinamento Italiano
Network Internazionali, composto da ActionAid International, Amref, Save the
Children, Terre des Hommes, Vis e Wwf) e l'Associazione Culturale Punto
Rosso, hanno esposto davanti a Montecitorio 443 paia di scarpe, nel giorno di
chiusura della riunione del consiglio direttivo del Fondo, a Ginevra.
«Un'iniziativa importantissima - ha dichiarato padre Alex Zanotelli, presente
al presidio - per lanciare un grido al governo, affinché versi immediatamente
la quota promessa. Perché non stanziare i soldi per il Fondo significa la
morte di milioni di persone. Voglio infatti ricordare che su 42 milioni di
malati di Aids, 30 milioni vivono in Africa, dove a causa della povertà e del
mancato accesso ai farmaci essere affetti da questa malattia significa morire
nel giro di pochi anni. E condannare a morte queste persone è un crimine
contro l'umanità».
Per l'europarlamentare del Prc- Sinistra Europea Vittorio Agnoletto «il
governo Prodi ha un vuoto di memoria sui fondi per l'Aids ma non sulle spese
militari che continuano ad aumentare. Il Fondo Globale è uno degli strumenti
principali affinché il sud del mondo possa raggiungere gli obiettivi del
millennio di lotta alla povertà e alle malattie stabiliti dalle Nazioni
Unite. Purtroppo fino a questo momento il governo Prodi si sta comportando su
questo punto peggio del governo precedente, che almeno aveva pagato l'80 per
cento della quota italiana».
Le ong partecipanti all' iniziativa, rappresentate da Raffaele Salinari,
portavoce del Cini, hanno lanciato un ultimo appello all'esecutivo:
«Chiediamo coerenza tra gli impegni presi e le somme che devono essere
stanziate. Denunciamo con preoccupazione l'evidenza che, mentre gli impegni
militari, assunti anche dal precedente governo, vengono rispettati, gli
impegni per la solidarietà internazionale vengono disattesi».
Intervista all'ex esponente della minoranza ds: «Bisogna cominciare a
lavorarci dall'alto -coordinando i gruppi - e dal basso, coinvolgendo chi in
questi anni s'è tenuto in disparte»
Salvi: «Il soggetto della sinistra? Farlo subito e farlo plurale»
Stefano Bocconetti
E' molto più che un sì. Se esistesse sarebbe un superlativo del sì. «Mi chiedi
se sono d'accordo con l'idea di Berlinguer di un soggetto unitario della
sinistra? Io dico che va fatto assolutamente. Subito. Senza perdere tempo a
discutere di pregiudiziali, di collocazioni internazionali. Senza farsi
irretire da dibattiti ideologici, burocratici. Bisogna farlo. Subito». Cesare
Salvi, fino a ieri era nei diesse. Due congressi fa aveva dato vita d una
componente - «Socialismo 2000» - che stavolta, invece, ha fatto gruppo col
correntone di Mussi. Naturalmente, non entrerà nel piddì.
Salvi come ti immagini la sinistra prossima futura?
Io un'idea - anche abbastanza precisa - ce l'ho. Però, la tengo per me. Perchè
penso che questo non è il momento delle formule. Non bisogna rivendicare
appartenenze. Deve essere una fase in cui si costruisce.
D'accordo, riformuliamo la domanda: si costruisce cosa?
Un soggetto plurale. Un soggetto che, non ti suoni assurdo, si candida ad
essere maggioritario.
Maggioritario? Non ti sembra di correre?
Se ci pensi uso altre parole ma credo di dire le stesse cose sostenute da
Bertinotti quando ha parlato di "massa critica". Sì, io penso che oggi ci sia
la possibilità di mettere assieme le parti di questa sinistra, fino ad ora
separate. Parti che possono diventare rilevanti. Quantitativamente e
qualitativamente. Nel senso che possono candidarsi a guidare una stagione
politica. Possono candidarsi a vincere.
Perché secondo te oggi è possibile e ieri non lo era?
Per due ragioni. La prima è che non esistono più i ds. Che comunque
esercitavano una forza attrattiva in settori della sinistra.
E' il tuo caso?
Sì, ho creduto a quell'esperienza. Ma ora i dirigenti dei ds hanno fatto una
scelta - legittima, beninteso - di portare quel partito ad un approdo
moderato e neocentrista.
Lo definiresti così: neocentrista?
La scelta è quella. Io da sette anni ero in minoranza in quel partito che non
c'è più. Ed è da tempo che si manifesta una tendenza verso quella direzione.
IPer esempio ancora non ho capito perché si sia dovuta interrompere
l'esperienza dei "progressisti", del '95, inventandosi un'assurda
differenziazione fra le due sinistre. Una tendenza manifestata da tutti i
dirigenti. Pensa alle analisi di D'Alema, al suo progetto di modernizzazione
senza aggettivi. Ora quel progetto è arrivato a compimento. Liberando, però,
al tempo stesso risorse, energie. Potenzialità.
La seconda "condizione"?
Che oggi la sinistra, tutta, è al governo. E può incidere. Anzi, se mi
permetti, deve cominciare ad incidere. Perché il rischio che vedo è che -
passami la battuta - con Prodi la sinistra avrà difficoltà a sopravvvere.
Che vuoi dire?
Ma, insomma: la stragrande maggioranza del paese è per il ritiro
dall'Afghanistan, è per aggredire il dramma della precarietà. Per far
crescere la cultura, le università. Per tutelare chi muore sul lavoro. E non
mi pare che il governo abbia fatto molto su questi temi. Ecco perché dico che
bisogna fare presto. Russo Spena propone un coordinamento dei gruppi
parlamentari? Facciamolo, adesso. Questo dall'alto. Mentre dal basso dobbiamo
far crescere il progetto del nuovo soggetto plurale. Mobilitando quel popolo
di sinistra che in questi anni è rimasto a guardare.
C'è un problema, però. Avete appena condotto una battaglia, nei ds, per
impedire il distacco dal socialismo europeo. Il soggetto che immagini dovrà
aderire al Pse?
Ti ho già detto che immagino, un soggetto plurale. Poi, vedi, il socialismo
europeo è un corpo composito, dove coesistono le spinte più diverse. A me,
socialista e perché no? socialdemocratico, interessa una battaglia per
spostare a sinistra quel campo. Ma rispetto le identità di tutti. Pluralità è
questo: nessuno deve chiedere. E poi lasciami dire una cosa...
Quale?
Che me interessa sviluppare una discussione non sull'adesione ad un gruppo,
ripercorrendo la brutta storia voluta da Fassino e Rutelli col piddì. A me
interessa discutere di cosa è il socialismo oggi. Di come si esercita una
moderna critica al capitalismo, come si salvaguarda la natura, come si tutela
il lavoro, cosa vuol dire laicità. Come si fa crescere la partecipazione, la
democrazia. E come si fa crescere tutto questo in un progetto. Se vuoi un po'
quel che fece il Pci...
Cos'è, nostalgia?
Non fraintendermi. Quella è una storia chiusa. Mi serviva solo come esempio,
per dire che bisogna mettere in campo, oggi, valori, progetti, unità.
Accettando, ecco una distanza decisiva con le passate esperienze, la
diversità delle ricerche. Ma ti ripeto: partire subito non è una variante. E'
la condizione per vincere.
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