From info a narmada.it Fri Jan 5 20:35:55 2007 From: info a narmada.it (info a narmada.it) Date: Fri, 5 Jan 2007 20:35:55 +0100 Subject: [Bsf] [Narmada]: Il poeta e le stelle Message-ID: <003601c73101$c7b73730$de4f1897@wind76e4393888> Il poeta e le stelle Inverno in versi Con Alessandro Pelliccioli, medico in arte, nobile per vocazione e poeta per necessità. Sarà un poeta a declamare alcuni tra i più grandi dei due secoli scorsi. In allegato il programma. ________________________________________________________________________ _____ Narmada equo café – presso la stazione ferroviaria di Manerbio (Brescia) tel 030.9938519 – fax 030.9937109 -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: -------------- parte successiva -------------- Un allegato non testuale è stato rimosso.... Nome: 06-12-06_ilPoeta[1].pdf Tipo: application/pdf Dimensione: 82398 bytes Descrizione: non disponibile URL: From felmarg a tin.it Mon Jan 8 12:53:28 2007 From: felmarg a tin.it (Felice Mometti) Date: Mon, 8 Jan 2007 12:53:28 +0100 Subject: [Bsf] Il nuovo governo come il precedente Message-ID: <002301c7331b$9e1c0b00$a3253452@txp1> COMITATO VERITA' E GIUSTIZIA PER GENOVA comunicato stampa CASO GRATTERI, IL NUOVO GOVERNO COME IL PRECEDENTE E' cambiata la maggioranza di governo ma nulla cambia per gli uomini della polizia imputati ai processi per il G8 di Genova: le carriere proseguono, le promozioni continuano. Il dottor Francesco Gratteri, l'imputato di grado più alto dei 28 a giudizio per i pestaggi e gli arresti arbitrari alla scuola Diaz, continua la sua carriera ai vertici della polizia di stato. Francesco Gratteri questore di Bari, e' stato nominato direttore della Direzione anticrimine. Dalla nuova maggioranza ci saremmo aspettati qualcos'altro, perché in questo modo non si aiuta la polizia né chi ci lavora, e nemmeno i cittadini che vorrebbero fidarsi di istituzioni pulite e al di sopra di ogni sospetto. Durante il G8 di Genova, come riconoscono ormai tutti gli osservatori indipendenti e in buona fede, ci fu un'autentica sospensione dei diritti costituzionali. In qualsiasi democrazia, di fronte a una pagina così nera,la politica, per tutelare il buon nome, il prestigio e la credibilità delle forze dell'ordine, avrebbe chiesto almeno ai dirigenti imputati di fare un passo indietro, in attesa delle sentenze. In Italia no. In Italia i dirigenti imputati (Gratteri è solo uno di questi) vengono addirittura promossi. E' questa la svolta promessa dalla coalizione che pure ha nel suo programma il varo di una commissione parlamentare d'inchiesta sul G8? Genova, 8 gennaio 2006 www.veritagiustizia.it info a veritagiustizia.it -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From point.fabrizio a virgilio.it Tue Jan 9 00:08:55 2007 From: point.fabrizio a virgilio.it (point.fabrizio a virgilio.it) Date: Tue, 9 Jan 2007 00:08:55 +0100 Subject: [Bsf] prossima riunione comitato legge acqua a Brescia Message-ID: <000301c7337a$212184e0$a0d2abd4@Computer> La prossima riunione del comitato bresciano per la raccolta firme in favore della proposta di legge di inziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e la ripubblicizzazione del servizio idrico si terrà giovedì 11 gennaio alle ore 20.30 presso la sede del MIR in via milano 65 Brescia per proseguire nell'organizzazione delle iniziative per la raccolta delle firme -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From sauro a bresciascuola.it Tue Jan 9 08:13:09 2007 From: sauro a bresciascuola.it (sauro a bresciascuola.it) Date: Tue, 9 Jan 2007 08:13:09 +0100 Subject: [Bsf] proposte Message-ID: <200701090813.09398.sauro@bresciascuola.it> 1) il bsf ha acquistato un maxischermo da 50 pollici. E' a disposizione di quanti , associazioni, movimenti politici,sindacati ecc. ne avessero bisogno per loro iniziative. (sottoscrizione al bsf da concordare). Contattare sauro: sauro a bresciascuola.it 2) Proposta di campagna-rivista di piazza di informazione-dibattito politico a Brescia. Titolo proposto periodico di piazza: Giustizia sociale a bs Iniziative quindicinali in centro, possibilmente nello stesso luogo, ora e giorno con utilizzo di strumenti audio-video, supportati da testo scritto, e intervento da impianto voce. Necessarie minimo tre persone, per iniziativa. Costituzione di una ?redazione? aperta, composta inizialmente da Bresciasocialforum, Centro sociale Magazzino 47, R.o.U., C.T.V, circolab, Sinistra critica, Sindacati di base? c/o radio onda d'urto, che elabori temi di attualità locale, nazionale e internazionale, di riflessione su grandi temi, sempre con forte richiamo agli interessi in gioco, soprattutto dei bresciani. Utilizzo di filmati già realizzati, montaggio di spezzoni da tg e trasmissioni tv. Prima proposta di argomenti: 1)Guerra globale permanente, e armamenti a Brescia. Dalle crisi nel mondo alla base di Ghedi, alla produzione armiera, e EXA. 2)Crisi ambientali, lotte nazionali, internazionali e scelte bresciane. 3)Privatizzazioni e tagli nei servizi. 4)Vertenze sindacali nazionali e locali. 5)Capitalismo e illegalità come sua costante ricerca del profitto. Clientele, grandi opere, mafie. 6)Democrazia e diritti. Fine: costruire un riferimento fisso di informazione- dibattito anticapitalista aperto verso la popolazione, che aggreghi e orienti un'opinione pubblica non passiva verso le logiche liberiste, costruendo nel contempo un collettivo autorevole. sauro From linfavitale a hotmail.com Tue Jan 9 11:04:10 2007 From: linfavitale a hotmail.com (luciana sossi) Date: Tue, 09 Jan 2007 10:04:10 +0000 Subject: [Bsf] Aermacchi e Nigeria Message-ID: la memoria non ha bisogno di essere remota, basta il passato prossimo. Ma forse per qualcuno vendere armi in paesi dove non sono rispettati i diritti umani, non crea nessun problema. Alenia Aermacchi, contratto da 84 milioni Usd con la Nigeria Alenia Aermacchi, società di Finmeccanica, ha firmato un contratto con il ministero della Difesa nigeriano per la manutenzione e l’aggiornamento avionico di 12 velivoli MB-339 A in dotazione alla Nigeria dalla metà degli anni 80. Il contratto corrisponde a un valore complessivo di 84 milioni di dollari e comprende la rimessa in efficienza dei velivoli e il loro aggiornamento avionico, oltre alla fornitura delle parti di ricambio e di servizi di assistenza tecnica e addestramento dei piloti e dei tecnici. I velivoli MB-339 A, attualmente presso la base dell’Aeronautica nigeriana di Kano, verranno consegnati ad Alenia Aermacchi in due lotti distinti e saranno sottoposti all’ammodernamento. L’intesa rientra in una iniziativa di Alenia Aermacchi nei confronti di numerosi clienti del velivolo MB-339, venduto in tutto il mondo in oltre 220 esemplari negli ultimi 20 anni, totalizzando un ammontare di oltre 600.000 ore di volo. Questo a riprova delle eccellenti caratteristiche del velivolo che potrà assicurare alla Forza aerea nigeriana un impiego più efficace ed economico, sia per le missioni operative sia per quelle da addestramento, e un allungamento della vita operativa di molti anni. Il risultato raggiunto premia Alenia Aermacchi che, nell’ambito dei costruttori mondiali di velivoli da addestramento, ribadisce la propria presenza nei mercati internazionali di riferimento e le consente di proporre, con particolare soddisfazione dei clienti, aggiornamenti alle configurazioni in dotazione alle Aeronautiche militari. Il contratto con il ministero della Difesa nigeriano conferma la piena soddisfazione del cliente che ha operato per oltre 25 anni con i velivoli MB-339 ed è una riprova della fiducia riposta in Alenia Aermacchi, chiamata a operare di nuovo nel Paese con gli standard qualitativi e di efficienza più avanzati. Fonte: Finmeccanica _________________________________________________________________ Windows Live Mail: 2 GB di spazio per le tue foto e le tue mail! http://join.msn.com/mailbeta/features#1 From chiodidaniela a libero.it Thu Jan 11 10:52:47 2007 From: chiodidaniela a libero.it (chiodidaniela a libero.it) Date: Thu, 11 Jan 2007 10:52:47 +0100 Subject: [Bsf] CARCERE Message-ID: Ricordo a tutti che LUNEDI' 15 gennaio alle ore 21, c/o la sede di Rifondazione in via Milano 58, si terrà un incontro sul tema "carcere" (in particolare su quelli bresciani), per organizzare un gruppo che si occupi delle problematiche annesse e connesse. L'invito è esteso a tutti! Ciao Daniela ------------------------------------------------------ Passa a Infostrada. ADSL e Telefono senza limiti e senza canone Telecom http://click.libero.it/infostrada11gen07 From linfavitale a hotmail.com Thu Jan 11 14:27:59 2007 From: linfavitale a hotmail.com (luciana sossi) Date: Thu, 11 Jan 2007 13:27:59 +0000 Subject: [Bsf] Exa 2007 - incontro gruppo pace Bsf Message-ID: Dal 14 al 17 aprile Exa di nuovo esporrà con orgoglio a i suoi strumenti di morte; rispetto agli anni precedenti, l'edizione del 2007 contiene due novità di rilievo: l'area shop e l'area d-fence, allo scopo di rendere ancora più partecipata e redditizia l'esposizione. Nell'are shop, aperta al pubblico, sarà possibile effettuare acquisti della " merce " esposta; l'area D-Fence invece, riservata agli operatori accreditati del settore, sarà dedicata alle armi e attrezzature utilizzate dalle forze dell'ordine e in dotazione ai corpi istituzionali italiani e esteri. Gli organizzatori di Exa motivano la scelta di istituire lo spazio D-Fence " nell'interesse di soddisfare la necessità di maggior sicurezza dei citadini ". Allo scopo di riprendere le iniziative di contrasto ad Exa e non solo ( Base di Ghedi, ecc..) il gruppo Pace del Bsf propone un incontro, aperto a tutti , il giorno 17 gennaio 2007 alle ore 20.45 presso il C.S. Magazzino 47. Ciao, ci vediamo mercoledì. Luciana _________________________________________________________________ Aggiungi il modulo Amici al tuo Spaces con un click! http://spaces.live.com/spacesapi.aspx?wx_action=create&wx_url=/friends.aspx&mkt=it-it From beppespillo a libero.it Sat Jan 13 10:15:19 2007 From: beppespillo a libero.it (beppe ) Date: Sat, 13 Jan 2007 10:15:19 +0100 Subject: [Bsf] INCONTRO GRUPPO DI LAVORO SUL CACERE Message-ID: Lunedi 15 gennaio ore 20.30 presso la sede del PRC in via milano 58 a Brescia INCONTRO DEL "GRUPPO CARCERE" per definire un percorso e le iniziative dei prossimi mesi sul tema. Il gruppo, nato su iniziativa di Daniela,con una email su BSF, vuole riportare l'attenzione e individuare dei percorsi di lotta sulla questione carceraria. Siete tutti invitati a partecipare. Beppe ------------------------------------------------------ Passa a Infostrada. ADSL e Telefono senza limiti e senza canone Telecom http://click.libero.it/infostrada13gen07 From bs.socialforum a libero.it Mon Jan 15 09:57:31 2007 From: bs.socialforum a libero.it (Brescia Social Forum) Date: Mon, 15 Jan 2007 09:57:31 +0100 Subject: [Bsf] Confessione di un militare italiano Message-ID: Agghiacciante confessione di un militare italiano Guerra sconosciuta e democrazia finita a cura di don Aldo Antonelli Sabato, 13 gennaio 2007 Agghiacciante la confessione di questo militare italiano che vi allego e da cui scelgo, a mò di rosario, alcuni fiorellini: "La controguerriglia psicologica ha lo scopo di annientare la volontà del nemico. Non lasciargli speranze." "Devi fargli capire che la loro vita e la loro morte dipendono solo da te che loro non sono niente." "Vai in giro con il blindato e ti scegli un obiettivo a caso e poi cominci a corrergli dietro. A volte, dopo averlo fatto correre per un bel po’ lo lasci andare, altre lo schiacci e lo lasci spiaccicato come una formica." Nei tuoi confronti devono sentirsi come degli insetti, capire che tutto dipende da te e che loro non hanno alcun diritto e possibilità di opporsi." "Un altro sistema importante è la violenza verso le donne davanti agli uomini della famiglia. Far fottere la moglie, la madre o la sorella da 5-6 militari davanti ai maschi della famiglia è un modo per fargli perdere completamente l’autostima e farli regredire in uno stato catatonico dal quale non si riprendono più." "Un altro sistema è quello di mitragliare, mentre passi, senza alcun motivo i passanti." In conclusione, per dirla con le parole di Michael Ratner, dirigente del Centro americano per i diritti costituzionali, "La nuova legislazione antiterrorismo rappresenta un colpo di stato a livello legale. Costituisce il sovvertimento dei diritti fondamentali fino a oggi esistenti a livello costituzionale". Una domanda, cari amici: ma i nostri soldati dove imparano certe filosofie? Da quale scuola vengono e con quali soldi vengono pagati per mettere in pratica certi principi? Mi autodimetto da cittadino italiano! Aldo Il testo dell’articolo Emilio Quadrelli, in Alias n. 49/2006, introduce una sua intervista a un militare italiano reduce da missioni in Afghanistan e Iraq: "Lo spirito di conquista unito a una radicata convinzione di essere e rappresentare un grado umano superiore, che giustifica ampiamente fino a legalizzarla la dominazione, sembra il frame ’culturale’ che informa il nuovo combattente. Un aspetto che diventa più che evidente attraverso le parole di un altro appartenente alle truppe combattenti, specializzato in operazioni di controguerriglia psicologica. Una strategia il cui scopo è annichilire sul nascere qualunque tentativo di resistenza da parte delle popolazioni prese in cura e creare un totale asservimento allo strapotere messo in campo dagli ’operatori umanitari". Quadrelli: In cosa consiste la controguerriglia psicologica della quale, per altro, ufficialmente nessuno ha mai sentito parlare? Militare: Questo mi sembra abbastanza normale, semmai dovrebbe far scalpore il contrario. L’idea che i non addetti ai lavori hanno in genere della guerra è quella vista al cinema o alla tv, con i film della seconda guerra mondiale. Da tempo quel tipo di guerra non esiste più. E’ normale che almeno il 70% delle operazioni belliche siano oscurate o addirittura ufficialmente non compaiano da nessuna parte. Si tratta di operazioni coperte, così come tutta la conduzione della guerra è in qualche modo sotterranea. E’ vero per la guerriglia psicologica così come per tanti altri aspetti. Per esempio le operazioni di bonifica. Raramente se ne sente parlare e, quando capita, le si fanno passare per operazioni contro postazioni ribelli. In realtà le battaglie ufficiali, quelle contro insediamenti della guerriglia, sono solo una piccola parte di quanto avviene sul campo, anche se sono le uniche continuamente mostrate. Questo perché, essendo le più vicine alla dimensione classica della guerra, sono quelle più facilmente mostrabili all’opinione pubblica. E anche queste, in ogni caso, sono mostrate in modo un po’ ridicolo perché sono sempre preorganizzate. Le riprese non avvengono mai in diretta ma sempre dopo. Così si può preventivamente selezionare il materiale video e, se ci fai caso, non si vede mai il campo di battaglia a operazione conclusa ma sempre in una fase iniziale. Altre volte si tratta di riprese del tutto simulate dove qualcuno recita la parte dell’assaltatore e, senza essere inquadrato, qualcuno spara qualche colpo fingendo di essere della guerriglia. Tanto è vero che non si vedono mai le armi che vengono usate negli assalti. Domanda: Ti riferisci al fosforo bianco? R.: A quello ma non solo. Il fosforo bianco è quello che ha fatto più scalpore semplicemente perché tutti ne sono venuti a conoscenza ma per arrostire i terroristi i modi sono tanti, ovviamente non possono essere mostrati. Anche questo, in realtà, è una parte del lavoro di controguerriglia psicologica. Un lavoro che consiste nel rendere impensabile, tra la popolazione, l’idea stessa di poter resistere o mostrarsi semplicemente ostili. La controguerriglia psicologica ha lo scopo di annientare la volontà del nemico. Non lasciargli speranze. Domanda: Al di là di tutto, quelle in cui siete impegnati sono missioni di guerra a tutti gli effetti che si potrebbero addirittura considerare come guerre totali? R.: Ma vedi, bisogna un po’ capire come funzionano le cose altrimenti si finisce con l’avere un’idea del tutto sballata delle guerre in cui siamo impegnati. Il primo problema che devi affrontare è far capire chi comanda. Devi togliere a quella popolazione ogni punto di riferimento e azzerare qualunque tipo di autorità, di qualunque tipo. Devi fargli capire che la loro vita e la loro morte dipendono solo da te che loro non sono niente. Che tu puoi tutto e loro niente. Questa è la prima fase, quella dove devi agire a tappeto. Non colpisci qualcuno perché è sospettato di qualcosa ma semplicemente perché sta lì davanti a te. Tu sei il suo padrone e lui il tuo servo. I modi sono tanti. La tecnica del gioco del bowling è uno di questi. Non devi esagerare però come impatto iniziale dà dei buoni effetti. Vai in giro con il blindato e ti scegli un obiettivo a caso e poi cominci a corrergli dietro. A volte, dopo averlo fatto correre per un bel po’ lo lasci andare, altre lo schiacci e lo lasci spiaccicato come una formica. Questo è l’obiettivo. Nei tuoi confronti devono sentirsi come degli insetti, capire che tutto dipende da te e che loro non hanno alcun diritto e possibilità di opporsi. Un altro sistema importante è la violenza verso le donne davanti agli uomini della famiglia. Far fottere la moglie, la madre o la sorella da 5-6 militari davanti ai maschi della famiglia è un modo per fargli perdere completamente l’autostima e farli regredire in uno stato catatonico dal quale non si riprendono più. Un altro sistema è quello di mitragliare, mentre passi, senza alcun motivo i passanti. Cioè, senza farla troppo lunga, la prima fase è quella del terrore. Non è selettiva ma serve a far capire chi guida le danze. Poi ci sono quelle maggiormente mirate. Un lavoro importante è la continua ridicolarizzazione dei loro simboli che, a seconda dei casi, possono essere nazionali o religiosi. --------------------------------------- Michael Ratner, dirigente del Centro americano per i diritti costituzionali, su il manifesto del 25/10/6 dichiara: "La nuova legislazione antiterrorismo rappresenta un colpo di stato a livello legale. Costituisce il sovvertimento dei diritti fondamentali fino a oggi esistenti a livello costituzionale, dell’habeas corpus, ovvero del diritto di far valere i propri diritti legali davanti a un tribunale. Principi alla base della costituzione americana e non solo che risalgono alla Magna Carta del 1215. Il sovvertimento istituzionale operato da questo governo americano avviene da parte di un individuo, il quale in virtù delle prerogative dell’autorità presidenziale, come avevano i re nell’era medievale, ha deciso che d’ora in poi si possa catturare in qualsiasi parte del mondo persone innocenti, arbitrariamente classificarle ’combattenti nemici’ degli Stati uniti, continuare a torturarli dichiarando al mondo che questo è legittimo. Il Congresso americano nell’approvare questa legge presentata dalla Casa bianca ha praticamente avallato tutto il potere richiesto da un ’dittatore’, senza esercitare quei limiti dei poteri del presidenzialismo previsti dal sistema dei Checks and Balance, alla base della nostra costituzione. Storicamente possiamo dire che il via libera a Bush per la ’guerra preventiva in Iraq’ e per le approvazioni delle leggi antiterrorismo, ci riporta all’epoca in cui il parlamento tedesco diede via libera a Hitler. Il momento storico che viviamo in questo paese è tale che il concetto di ’democrazia’ per come la intendiamo, in America è finito". ------------------------------------------------------ Passa a Infostrada. ADSL e Telefono senza limiti e senza canone Telecom http://click.libero.it/infostrada15gen07 -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From bs.socialforum a libero.it Mon Jan 15 10:00:33 2007 From: bs.socialforum a libero.it (Brescia Social Forum) Date: Mon, 15 Jan 2007 10:00:33 +0100 Subject: [Bsf] Incontro gruppo Pace del Bsf Message-ID: Il gruppo Pace del Bsf propone un incontro, aperto a tutti , il giorno 17 gennaio 2007 alle ore 20.45 presso il C.S. Magazzino 47. Allo scopo di riprendere le iniziative di contrasto ad Exa e non solo ( Base di Ghedi, ecc..) ------------------------------------------------------ Passa a Infostrada. ADSL e Telefono senza limiti e senza canone Telecom http://click.libero.it/infostrada15gen07 -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From point.fabrizio a virgilio.it Tue Jan 16 01:04:02 2007 From: point.fabrizio a virgilio.it (point.fabrizio a virgilio.it) Date: Tue, 16 Jan 2007 01:04:02 +0100 Subject: [Bsf] Fw: SEMINARIO NAZIONALE COMITATO NAZIONALE PER LA DIFESA DELLA PENSIONE PUBBLICA E DEL TFR.Firenze, sabato 3 febbraio 2007 Message-ID: <005c01c73901$eaea90a0$4dd2abd4@Computer> SEMINARIO NAZIONALE Il sistema previdenziale italiano deve rispondere a quanto stabilito dall'articolo 38 della Costituzione Repubblicana che garantisce ai lavoratori mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia e disoccupazione involontaria. Questo non può essere assicurato attraverso le forme incerte, aleatorie e rischiose del sistema di finanziamento a capitalizzazione proprio della cosiddetta previdenza complementare privata. Garantire il soddisfacimento dei bisogni dei pensionati del futuro è cosa che riguarda il lavoro e niente affatto le disponibilità di denaro. Ridurre la spesa previdenziale non è una necessità oggettiva, ma è un diktat imposto dalle politiche economiche neoliberiste, che in questi anni hanno trasferito gran parte del reddito dal lavoro alla speculazione finanziaria. Firenze, sabato 3 febbraio 2007 dalle 10.00 alle 18.00 presso il Saloncino del Dopolavoro Ferroviario Via Alamanni 4 (Per chi arriva in treno: uscita lato binario 1 e poi a destra lungo la ferrovia. Ingresso dal bar del dopolavoro) C'è anche la mensa in cui si può mangiare a prezzi buoni. Intervengono: Giovanni Mazzetti, professore di economia politica (Università della Calabria) Severo Lutrario, ATTAC Italia Giorgio Cremaschi, Segreteria nazionale FIOM COMITATO NAZIONALE PER LA DIFESA DELLA PENSIONE PUBBLICA E DEL TFR Per maggiori informazioni: comitato a perlapensionepubblica.it Visita il sito del Comitato: www.perlapensionepubblica.it -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: -------------- parte successiva -------------- Un allegato non testuale è stato rimosso.... Nome: non disponibile Tipo: image/gif Dimensione: 13331 bytes Descrizione: non disponibile URL: -------------- parte successiva -------------- Un allegato non testuale è stato rimosso.... Nome: non disponibile Tipo: image/gif Dimensione: 4169 bytes Descrizione: non disponibile URL: -------------- parte successiva -------------- Un allegato non testuale è stato rimosso.... Nome: non disponibile Tipo: image/gif Dimensione: 13598 bytes Descrizione: non disponibile URL: From sinistracritica1 a yahoo.it Tue Jan 16 21:39:04 2007 From: sinistracritica1 a yahoo.it (Sinistra Critica) Date: Tue, 16 Jan 2007 21:39:04 +0100 (CET) Subject: [Bsf] Base Vicenza. Il Governo si piega al volere degli USA Message-ID: <20070116203904.58054.qmail@web26605.mail.ukl.yahoo.com> DA PRODI UNO SCHIAFFO AI PACIFISTI. IL GOVERNO SI PIEGA AL VOLERE DEGLI USA, NON CI RITENIAMO PIU VINCOLATI A QUESTO GOVERNO La decisione del governo Prodi di consentire l'allargamento della base Usa rappresenta uno schiaffo alle istanze del movimento pacifista alla citta' di Vicenza nonche' a una parte cospicua della propria stessa maggioranza parlamentare'. 'Il governo sceglie di piegarsi ai voleri degli Stati Uniti riaffermando le linee guida di una politica estera e di difesa subordinata alla Nato come dimostrano le missioni militari all'estero. E' una decisione che rende liberi i i parlamentari pacifisti che d'ora in avanti non si sentiranno piu' vincolati alla maggioranza parlamentare sui temi della politica estera e militare a partire dall'Afghanistan'. Per parte nostra continueremo a sostenere la mobilitazione del movimento pacifista per arrivare a una grande manifestazione nazionale contro la guerra, le missioni all'estero, le basi militari straniere sul nostro territorio. SINISTRA CRITICA - Area Programmatica del PRC --------------------------------- Vinci i biglietti per FIFA World Cup in Germania! -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From sauro a bresciascuola.it Wed Jan 17 08:15:27 2007 From: sauro a bresciascuola.it (sauro a bresciascuola.it) Date: Wed, 17 Jan 2007 08:15:27 +0100 Subject: [Bsf] nasce la comune di Cochabamba Message-ID: <200701170815.28024.sauro@bresciascuola.it> E' appena stata repressa la comune di Oaxaca che nasce la comune di Cochabamba, un continente che non ne può più di neoliberismo e di inganni. Sauro El movimiento social quiere nuevo prefecto ya Cochabamba: Cabildo rechaza solución legalista propuesta por el Ejecutivo y arma un gobierno popular Otros artículos Flecha16-01-2007: Porteros ganarán más que maestros con categoría al mérito Flecha10-01-2007: La economía de mercado se impone sobre la economía ?social comunitaria? del MAS Flecha10-01-2007: Los trabajadores en carne de El Alto renovarán su directorio en congreso Flecha18-12-2006: Cidob denuncia actos de racismo contra los pueblos indígenas de tierras bajas Flecha15-12-2006: MST instruye a sus afiliados de Santa Cruz defender la integridad del país Flecha13-12-2006: Trabajadores de SUPERCANAL inician huelga de hambre Flecha05-12-2006: 180 trabajadores de empresa de hija de banquero exigen pago de beneficios Flecha30-11-2006: Gremiales se reúnen en Sucre para elaborar su pliego de peticiones Redacción Bolpress En el multitudinario cabildo popular que deliberó hoy en la plaza 14 de Septiembre de Cochabamba, el segundo en menos de una semana, las bases campesinas y cocaleras rebasaron a sus dirigentes, exigieron la salida inmediata de Manfred Reyes Villa de la Prefectura y obligaron a los consejeros departamentales a elegir un nuevo prefecto. Los consejeros, temiendo un proceso por la elección ilegal, se negaron a debatir. Luego los movimientos sociales crearon una Prefectura Popular, o lo que ellos llaman un ?comité popular?, en la Central Obrera Departamental. El cabildo comenzó a las 14:30 y se desarrollo al calor de apasionados discursos. Se pidió al Ministerio Público que investigue y encuentre a los responsables de los enfrenamientos de la semana pasada en los que perdieron la vida dos personas; se exigió a la Contraloría que realice auditorias a la gestión de Reyes Villa, se exigió juicio de responsabilidades contra el Prefecto y se determinó que las regalías departamentales sean entregadas directamente a los municipios. El cabildo desconoció por unanimidad al prefecto Manfred Reyes Villa y otorgó un mandato pleno a los consejeros departamentales para buscar una salida legal que permita a la región contar con una nueva autoridad departamental. Pero éstos huyeron la responsabilidad, decisión que motivó una dura reacción de las masas reunidas en la Plaza central de la capital valluna. El consejo departamental tiene atribuciones referidas a la participación provincial, al control sobre la gestión prefectural, pero legalmente no tiene atribuciones para nombrar prefectos o para destituir a los que están en funciones. ?En este momento no podemos censurar al Perfecto porque el Tribunal Constitucional se ha pronunciado afirmando que nosotros somos autoridad de segunda, por lo que el Prefecto sería la primera autoridad, lo que no nos faculta para el nombramiento de un nuevo prefecto?, explicó uno de los consejeros departamentales en una sesión de emergencia en la que participaron solo 16 representantes. El principal ejecutivo de la COD Víctor Mitma llamó a la calma a los miles de cochabambinos concentrados en la Plaza para evitar la violencia, mientras que el principal ejecutivo de los regantes y senador por el MAS Omar Fernández abogó por una salida legal, pero varios grupos se sintieron traicionados y tomaron las instalaciones de la COD exigiendo la inmediata designación del nuevo prefecto. La gente del cabildo tomó las oficinas de la COD, cuyas puertas fueron abiertas y los vidrios rotos. Los dirigentes sindicales de la COD, Federación Única de Trabajadores Campesinos, y representantes provinciales del departamento tuvieron que encerrarse por miedo a la reacción de las bases que los rebasaron. From sauro a bresciascuola.it Wed Jan 17 11:51:11 2007 From: sauro a bresciascuola.it (sauro a bresciascuola.it) Date: Wed, 17 Jan 2007 11:51:11 +0100 Subject: [Bsf] da La Jornada di Bolivia Message-ID: <200701171151.11390.sauro@bresciascuola.it> da Sauro Poder Ejecutivo declara ilegal decisión de cabildo popular El Viceministro de Coordinación con los Movimientos Sociales, Alfredo Rada, admitió que los Consejeros Departamentales que censuraron al Prefecto Manfred Reyes Villa estuvieron ?prácticamente como rehenes? de los que tomaron el control del cabildo. El Comité de la denominada "Prefectura popular" está integrada por 21 miembros, un representante de los regantes, de juntas vecinales, la Federación Universitaria Local, gremiales, productores de coca, Plane, vecinos del Valle Alto y la zona Sur. El también denominado Comité Revolucionario Departamental fue fruto de un imprevisto cambio en las Resoluciones que plantearon los líderes de la Central Obrera Departamental (COD), de la Federación Sindical Única de Trabajadores Campesinos (FSUTCC) y de la Federación de Cocaleros de Cochabamba, entre otras organizaciones. A la asamblea, realizada en la plaza de armas de la urbe cochabambina, asistieron más de 30.000 personas, entre ellas productores de coca, campesinos y de los barrios populares de la capital. Cochabamba, departamento del centro del país con casi un millón y medio de habitantes, es uno de los más activos en el comercio y con amplia variedad agrícola. Los oradores censuraron a Reyes Villa de haber traicionado a la población cochabambina, de actos de corrupción y de incumplir sus compromisos electorales, entre insultos a él y a sus colaboradores. El cabildo realizado en la plaza 14 de Septiembre decidió también pedir el enjuiciamiento del Prefecto Manfred Reyes Villa, por presunto atentado contra la unidad nacional al haber apoyado la autonomía departamental. El gobierno "revolucionario" quedó constituido por casi 21 representantes de igual número de sindicatos y organizaciones que, antes, revirtieron una propuesta moderada de los dirigentes sindicales. Los líderes de la movilización habían planteado que el Consejo Departamental, organismo oficial integrado por representantes de las 16 provincias de Cochabamba, se encargara de buscar el mecanismo legal para destituir al Prefecto Reyes Villa y designar a otro. De inmediato, la sugerencia fue rechazada por el influjo de un grupo ubicado en la cabecera del cabildo, que alentó el eslogan "posesión, posesión" de un nuevo Prefecto y, con silbidos de por medio, se adueñó de la conducción de la asamblea popular hasta lograr el cambio de la determinación. Uno de los que discrepó abiertamente con los dirigentes fue el ejecutivo de los estudiantes universitarios, que llamó a conformar un gobierno departamental revolucionario y a organizar "brigadas antifascistas" que combatan a los grupos supuestamente respaldados por el gobernador. Otros, en posesión de los altavoces, acusaron a los dirigentes de haber "escamoteado" la voluntad de los movilizados y reclamaron una reunión urgente de los consejeros. Los integrantes del "gobierno revolucionario" fueron juramentados por uno de los 19 Consejeros socialistas y, ya de noche, se dirigieron al edificio de la Prefectura, ubicado a pocos pasos, para intentar ingresar en él. El Ejército y la Policía aceptaron dejarlos entrar, pero la falta de electricidad en el local impidió que realizaran la reunión que pretendían. Dirigentes de las organizaciones movilizadas indicaron que el "Comité Revolucionario" será el que nombre al sustituto de Reyes Villa, probablemente este miércoles. Al respecto, el Vicepresidente Álvaro García Linera, dijo que el gobierno respetará la investidura del Prefecto de Cochabamba, Manfred Reyes Villa. "La legitimidad de la protesta tiene que canalizarse por la legalidad. El gobierno respeta a las autoridades legalmente constituidas, nos gusten o no, si fueron elegidas por el voto democrático". García Linera reiteró que el gobierno garantiza la seguridad del Prefecto para que retorne a Cochabamba, "le daremos protección policial, ... militar, tiene las absolutas garantías para moverse por donde quiera en Cochabamba", dijo. Manfred Reyes Villa fue elegido junto a los Prefectos de los otros ocho Departamentos y el Presidente de la República, en los comicios generales de diciembre de 2005, con un mandato de cinco años. Reyes Villa se encontraba, junto a su familia, en la ciudad de Santa Cruz, hace cinco días por la falta de garantías en Cochabamba, pero la tarde de ayer martes retornó a la capital del valle para emitir un mensaje al pueblo cochabambino. Posteriormente retornó a la capital cruceña a convocatoria del Cardenal, Julio Terrazas. "Reyes Villa no es más Prefecto cochabambino y debe responder por sus actos contra la voluntad popular," dijo el dirigente Víctor Mitma. El Ministro de la Presidencia, Juan Ramón Quintana, quien se encuentra desde hace varios días en Cochabamba para buscar una salida pacífica al conflicto, reconoció que el cabildo "no tiene las atribuciones reglamentadas para definir la destitución legal del prefecto". De su parte, el Viceministro de Coordinación con los Movimientos Sociales, Alfredo Rada, en una rueda de prensa ofrecida en La Paz, admitió que los Consejeros Departamentales que censuraron a Reyes Villa estuvieron "prácticamente como rehenes" de los que tomaron el control del cabildo. Rada añadió que, según reportes recibidos, los campesinos han decidido replegarse a sus comunidades tras dos semanas de asedio a la ciudad de Cochabamba. El Prefecto interino, Johnny Ferrel, emitió ayer una convocatoria al Consejo Departamental de Cochabamba para celebrar una sesión extraordinaria destinada a brindar un informe de la gestión 2006. ?Prefectura popular? La Prefectura popular convocó para este miércoles a horas 10 a la primera sesión que definirá el destino de la Prefectura cochabambina. "El cabildo es el que manda", gritaban los manifestantes en las puertas de la Central Obrera Departamental a tiempo de presionar a los Consejeros Departamentales a quienes obligaron a sesionar de emergencia y declarar la censura del Prefecto Manfred Reyes Villa. El Comité de la denominada "Prefectura popular" está integrada por 21 miembros, un representante de los regantes, de juntas vecinales, la Federación Universitaria Local, gremiales, productores, Plane, vecinos del Valle Alto y la zona sur. From bs.socialforum a libero.it Thu Jan 18 08:18:40 2007 From: bs.socialforum a libero.it (Brescia Social Forum) Date: Thu, 18 Jan 2007 08:18:40 +0100 Subject: [Bsf] Presidio contro le basi militari Message-ID: No all’ampliamento della base militare di Vicenza No alle armi nucleari alla base di Ghedi Sabato 20 gennaio ore 16.30 Presidio in corso Zanardelli (angolo via X Giornate) La decisione del Governo di “non opporsi” all’ampliamento della base militare statunitense di Vicenza è un fatto gravissimo. Dopo l’aumento delle spese militari contenuto nella legge finanziaria ora, con questo atto, si dà il via libera ad un intervento che devasterà ulteriormente un territorio già fortemente militarizzato. Ma non è solo questo. La base di Vicenza sarà la sede di nuove truppe americane di intervento rapido secondo la logica della guerra globale permanente. E tutto ciò passando sopra la volontà dei cittadini di Vicenza. Anche la presenza di decine di testate nucleari nella base di Ghedi rientra a pieno titolo in una concezione offensiva e di dominio militare verso quelle aree del mondo ricche di risorse naturali in cui si vuole “esportare la democrazia occidentale”. Brescia Social Forum ------------------------------------------------------ Passa a Infostrada. ADSL e Telefono senza limiti e senza canone Telecom http://click.libero.it/infostrada18gen07 -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From sauro a bresciascuola.it Thu Jan 18 10:09:20 2007 From: sauro a bresciascuola.it (sauro a bresciascuola.it) Date: Thu, 18 Jan 2007 10:09:20 +0100 Subject: [Bsf] Volantino per sabato Message-ID: <200701181009.20457.sauro@bresciascuola.it> Trasmetto la proposta di volantino per sabato, è su due facciate, ma se vogliamo informare è necessario uno sforzo, il testo, preso da articoli mi sembra scorrevole e di facile lettura, vi allegheremo le fotocopie del documento ws3 del pentagono. E' sia in chiaro che in .doc ciao sauro A Vicenza Il Pentagono vuole costruire nella città la base più importante. Da dove partirà ogni attacco in Medio Oriente. E forse in Iran Il 'pugno di combattimento', come lo chiamano al Pentagono, di un ipotetico conflitto con Teheran. Il cuore e il cervello della risposta bellica di pronto intervento sull'intero scacchiere mediorientale, Iraq e Afghanistan inclusi. La leggenda dell'esercito statunitense, la 173a Brigata aerotrasportata del capitano di 'Apocalypse now', rifondata e riunificata. Dove? A Vicenza, nel cuore della città. Alla caserma Ederle, dove già sono in 6 mila, e in un'intera nuova base da costruire entro l'area dell'aeroporto Dal Molin, 1.300 metri da piazza dei Signori e dalla Basilica palladiana. Prima tranche entro il 2007, a pieno regime entro il 2010. La Vicenza americana già ora ospita, oltre ai 6 mila della Ederle, un quartiereblindato e vietato detto Villaggio della pace, vari magazzini in zona industriale, più due siti in provincia a Tormeno e Longare, incluso il Pluto dove per vent'anni sono stati stoccati missili in giardino a testata nucleare. Nella prevista riorganizzazione, acquisendo il Dal Molin Vicenza diverrebbe la più potente base americana in Europa. Qui verrebbe costruita la nuova 173a Brigata aerotrasportata, che triplica la forza e gli organici di quella ora divisa tra qui e le basi tedesche di Bamberga e Schweinfurt. Rafforzata come organico (è previsto l'arrivo di altri 1.800 militari) e come dotazioni: 55 tank M1 Abrams, 85 veicoli corazzati da combattimento, 14 mortai pesanti semoventi, 40 jeep humvee con sistemi elettronici da ricognizione, due nuclei di aerei spia telecomandati Predator, una sezione di intelligence con ogni diavoleria elettronica, due batterie di artiglieria con obici semoventi i micidiali lanciarazzi multipli a lungo raggio Mrls, quanto basta per cancellare una metropoli. A parte il nome della brigata, cambia tutto e la forza bellica cresce a dismisura. I costi sono enormi per il territorio, e cospicui per le nostre tasche. La decisione del Governo di "non opporsi" all'ampliamento della base militare statunitense di Vicenza è un fatto gravissimo. Dopo l'aumento delle spese militari contenuto nella legge finanziaria ora, con questo atto, si dà il via libera ad un intervento che devasterà ulteriormente un territorio già fortemente militarizzato. E tutto ciò passando sopra la volontà dei cittadini di Vicenza. A Ghedi-Brescia Alla base di Ghedi ci sono testate atomiche, più precisamente ci sono alcune b61 del tipo 3E; la certezza assoluta di questo ce la da un documento militare americano che è estremamente tecnico e quindi anche di difficile fruizione e divulgazione, ma alle pagine 38 e 169 riporta due tabelle molto precise, univoche ed inequivocabili, delle quali nel retro riportiamo un estratto. Per decifrare l? esatto numero di testate nucleari dobbiamo sapere che in ogni hangar ci sia un aereo che carichi 4 ordigni nucleari, da qui b61-4; dato per certo questo assunto possiamo dedurre che a Ghedi se ne trovino stoccate 24. Il documento in questione, tecnicamente denominato ?Procedura WS3?, è dedicato al corretto stoccaggio ed alla adeguata manutenzione delle armi atomiche e che ci da l? esatta collocazione di queste in Europa deve scottare alquanto se nell? introduzione troviamo scritto che ?le unità hanno sessanta giorni per distruggerlo?, ma le parti che più ci interessano sono altre come la tabella sopra parzialmente esposta o come il primo comma del primo capitolo il quale recita infatti che ?Le istruzioni forniscono consigli, delineano responsabilità, stabiliscono regole e procedure per un uniforme ed efficace gestione delle armi nucleari e dei relativi equipaggiamenti?, delineando inequivocabilmente come tutti gli armamenti citati (quindi anche quelli di Ghedi) siano di tipo atomico; si aggiunga pure che sappiamo grazie a dichiarazioni pubbliche del parlamento USA che le ha finanziate come a Ghedi siano state costruite 11 nicchie di stoccaggio per bombe atomiche B61, dati questi fatti non si possono più avere dubbi sulla presenza di ordigni atomici sul suolo italiano. Nel corso di entrambe le ispezioni parlamentari cui abbiamo partecipato è emerso come la base sia sotto esclusivo comando italiano e che stocchi armi esclusivamente italiane, questo nonostante l'Italia avesse firmato nel 1970 come paese non atomico il trattato di non proliferazione. L' Italia s' era impegnata di "not to receive the transfer of nuclear weapons or other nuclear explosive devices or of control over such weapons or explosive devices directly or indirectly". Cioè l'Italia s'era impegnata , in qualità di Paese non nucleare, di non ricevere armi atomiche di altri Paesi né direttamente né indirettamente; e così nello stesso trattato mondiale gli Stati Uniti s'erano impegnati a non cedere a Paesi terzi le loro armi nucleari, né direttamente né indirettamente; sono due passaggi molto importanti perché è chiaro che le bombe ora in possesso dell? esercito italiano siano state cedute ad esso da quello americano, commettendo così una doppia violazione dell? accordo. La presenza di decine di testate nucleari nella base di Ghedi rientra a pieno titolo in una concezione offensiva e di dominio militare verso quelle aree del mondo ricche di risorse naturali in cui si vuole "esportare la democrazia occidentale". No all'ampliamento della base militare di Vicenza No alle armi nucleari alla base di Ghedi Sabato 20 gennaio ore 16.30 Presidio in corso Zanardelli (angolo via X Giornate) Brescia Social Forum -------------- parte successiva -------------- Un allegato non testuale è stato rimosso.... Nome: volantino vicenza.doc Tipo: application/msword Dimensione: 20480 bytes Descrizione: non disponibile URL: From sauro a bresciascuola.it Thu Jan 18 11:08:25 2007 From: sauro a bresciascuola.it (sauro a bresciascuola.it) Date: Thu, 18 Jan 2007 11:08:25 +0100 Subject: [Bsf] relazione visita ghedi Message-ID: <200701181108.25495.sauro@bresciascuola.it> Qualcuno può inviarmi di nuovo la relazione da me fatta dopo l'ispezione della base di ghedi del 7-3-2003, non riesco a trovarla sul sito. ciao sauro From leretico a hotmail.com Thu Jan 18 12:42:21 2007 From: leretico a hotmail.com (Rifondazione Comunista Quinzano) Date: Thu, 18 Jan 2007 11:42:21 +0000 Subject: [Bsf] adesione gc al presidio di sabato Message-ID: comunico l'adesione dei giovani comunisti al presidio di sabato ciao paola _________________________________________________________________ Cimentati con nuove domande su Duel Live… http://specials.it.msn.com/DuelLive.aspx From sauro a bresciascuola.it Fri Jan 19 08:09:27 2007 From: sauro a bresciascuola.it (sauro a bresciascuola.it) Date: Fri, 19 Jan 2007 08:09:27 +0100 Subject: [Bsf] volantini Message-ID: <200701190809.27182.sauro@bresciascuola.it> Io ne ho stampati circa 300, su due facciate stesso foglio più allegato, qualcuno mi sa dire se ne sono stati stampati altri? Ciao sauro From waltsar a aliceposta.it Fri Jan 19 09:27:39 2007 From: waltsar a aliceposta.it (valter) Date: Fri, 19 Jan 2007 09:27:39 +0100 Subject: [Bsf] Presidio contro le basi militari References: Message-ID: <002401c73ba4$0def4b50$39a8d33e@waltercfpc0jpr> LA FEDERAZIONE DEL PRC SINISTRA EUROPEA ADERISCE AL PRESIDIO CONTRO LE BASI MILITARI. Walter Saresini Resp dip Pace e disarmo della Federazione ----- Original Message ----- From: Brescia Social Forum To: bsf ; fori-sociali ; bastaguerra Sent: Thursday, January 18, 2007 8:18 AM Subject: [Bsf] Presidio contro le basi militari No all'ampliamento della base militare di Vicenza No alle armi nucleari alla base di Ghedi Sabato 20 gennaio ore 16.30 Presidio in corso Zanardelli (angolo via X Giornate) La decisione del Governo di "non opporsi" all'ampliamento della base militare statunitense di Vicenza è un fatto gravissimo. Dopo l'aumento delle spese militari contenuto nella legge finanziaria ora, con questo atto, si dà il via libera ad un intervento che devasterà ulteriormente un territorio già fortemente militarizzato. Ma non è solo questo. La base di Vicenza sarà la sede di nuove truppe americane di intervento rapido secondo la logica della guerra globale permanente. E tutto ciò passando sopra la volontà dei cittadini di Vicenza. Anche la presenza di decine di testate nucleari nella base di Ghedi rientra a pieno titolo in una concezione offensiva e di dominio militare verso quelle aree del mondo ricche di risorse naturali in cui si vuole "esportare la democrazia occidentale". Brescia Social Forum Passa a Infostrada. ADSL e Telefono senza limiti e senza canone Telecom http://click.libero.it/infostrada18gen07 ------------------------------------------------------------------------------ _______________________________________________ Bsf mailing list ------------------------------------------------------------------------------ Internal Virus Database is out-of-date. Checked by AVG Free Edition. Version: 7.5.430 / Virus Database: 268.15.15/581 - Release Date: 09/12/2006 15.41 -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From linfavitale a hotmail.com Fri Jan 19 13:24:42 2007 From: linfavitale a hotmail.com (luciana sossi) Date: Fri, 19 Jan 2007 12:24:42 +0000 Subject: [Bsf] volantini Message-ID: Ne ho stampati 500 e li faccio avere nel pomeriggio in radio. Se qualcuno si trova a passare può ritirarne un pò e distribuirli anche prima di sabato. Però non ho l'allegato, perchè non c'era nella mail, se me lo fai avere provvedo. Ciao Luciana >From: "sauro a bresciascuola.it" >Reply-To: brescia social forum >To: bsf a circolab.net >Subject: [Bsf] volantini >Date: Fri, 19 Jan 2007 08:09:27 +0100 > >Io ne ho stampati circa 300, su due facciate stesso foglio più allegato, >qualcuno mi sa dire se ne sono stati stampati altri? > >Ciao sauro >_______________________________________________ >Bsf mailing list _________________________________________________________________ Windows Live Mail: 2 GB di spazio per le tue foto e le tue mail! http://join.msn.com/mailbeta/features#1 From linfavitale a hotmail.com Fri Jan 19 17:35:52 2007 From: linfavitale a hotmail.com (luciana sossi) Date: Fri, 19 Jan 2007 16:35:52 +0000 Subject: [Bsf] Base di vicenza Message-ID: No all’ampliamento della base militare di Vicenza Disarmiamo la politica - Disarmiamo i territori MANDA UN PROMEMORIA A PRODI, PARISI E D'ALEMA Su www.disarmolombardia.org è possibile con un solo clik inviare al Presidente del consiglio Romano Prodi, al Ministro della Difesa Arturo Parisi e a al Ministro degli Esteri Massimo D'Alema una lettera di protesta per la consessione del raddoppio della base statunitense a Vicenza. Inoltre vi invitiamo ad essere presenti SABATO 20 GENNAIO... _________________________________________________________________ Scopri i volti dei nostri blogger !             http://spaces.live.com/default.aspx?page=Interests&ss=False From waltsar a aliceposta.it Sun Jan 21 12:48:01 2007 From: waltsar a aliceposta.it (valter) Date: Sun, 21 Jan 2007 12:48:01 +0100 Subject: [Bsf] convegno sulla riconversione Message-ID: <003501c73d52$0dcdeb40$19a8d33e@waltercfpc0jpr> Alberto Stefanelli della Campagna disarmo lombardia ha "sollecitato" una nostra decisione riguardo alla loro proposta di tenere il convegno (v.di seguito messaggio rete disarmo) sulla riconversione a Brescia nei giorni 21 22 aprile. Poichè nella riunione del 18 u.s., in cui abbiamo parlato di questa proposta, non abbiamo formalizzato una decisione, oggi io e Walter abbiamo scritto ad Alberto che daremo una risposta certa lunedì sera. intanto provo io a fare sintesi - per quanto riguarda i tempi, alcune perplessità espresse da Marina e Nives (forse qualcun altro?) sono poi cadute perchè, come si può leggere nella proposta, non ci sono altri tempi.. - per quanto riguarda il dove, Felice ha espresso alcune perplessità solo riguardo alle nostre risorse rispetto al carico di lavoro che ne deriverebbe ..se però, come ha detto Sauro nella riunione, il lavoro di contatto con i relatori sarebbe prevalentemente svolto dai milanesi, credo che anche queste perplessità potrebbero cadere. Allora, azzardo troppo se, in caso non ci siano altre obiezioni, per cui allora dobbiamo riparlarne, lunedì 22 alle ore 20 scrivo alla rete Disarmo che noi siamo dell'idea di FARE A BRESCIA IL CONVEGNO E CHE CI RISENTIAMO PER DEFINIRE MEGLIO CON LORO CONTENUTI E LOGISTICA ???? ciao Federica -------------------------------- Promemoria di quanto discusso nell'incontro del 15 gennaio in Regione Convegno su riconversione. Restiamo in attesa di una risposta dalle realtà bresciane sulla possibilità di realizzare a Brescia il convegno. Le realtà interessate si incontreranno mercoledì 17 per cui entro il 18 dovremo avere una risposta definitiva sulla disponibilità di brescia. Nel caso di inpossibilità il convegno verrà organizzato a milano. La data proposta potrebbe essere per il 21/22 aprile, data che si colloca vicino alla fiera delle armi di brescia Exa. E' stata scartato di tenere il convegno contemporaneamente ad Exa in quanto a Milano per il 14/15 aprile è in calendario "fa la cosa giusta", e non è stato ritenuto opportuno sovrapporre le due iniziative. Di seguito una prima proposta di articolazione del convegno. L'impegno è di discutere la bozza, così come le proposte per i relatori, via mail. in modo da poter poi definire il tutto nel prossimo incontro, che è fissato in coda all'incontro con il sen Martone del 5 febbraio. Saluti di pace Alberto Stefanelli _________________________________________________________ proposta per convegno su riconversione : Disarmare il territorio Riconversione dell'industria bellica e delle basi militari - contributo alla politica di pace Convegno nazionale - Brescia - 21/22 aprile 2007 Sabato 21 - Mattino * Introduzione - Il modello di difesa italiano: a che punto siamo * Comunicazione - L'Italia nel commercio internazionale degli armamenti * Comunicazione - Il programma di riarmo italiano/europeo e le spese militari * Relazione - L'industria bellica italiana ed europea * Relazione - La militarizzazione del territorio: basi e comandi militari rinnovate (e la guerra globale) Sabato 21 - Pomeriggio * La riconversione dell'industria bellica: produrre per la pace e per uno sviluppo sostenibile - esperienze italiane ed europee; proposte normativa e progetti * Smilitarizzare il territorio: riconversione delle basi per un uso sociale del territorio - esperienze europee e proposte Dibattito aperto Domenica 22 - Mattino * Relazione - Il movimento contro la guerra per il disarmo e le politiche di pace * Costruire un'agenda di iniziative per la riduzione delle spese militari, la riconversione e le politiche di pace _____________________________________________________________________________________________ -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From waltsar a aliceposta.it Sun Jan 21 12:48:01 2007 From: waltsar a aliceposta.it (valter) Date: Sun, 21 Jan 2007 12:48:01 +0100 Subject: [Bsf] convegno sulla riconversione Message-ID: <003501c73d52$0dcdeb40$19a8d33e@waltercfpc0jpr> Alberto Stefanelli della Campagna disarmo lombardia ha "sollecitato" una nostra decisione riguardo alla loro proposta di tenere il convegno (v.di seguito messaggio rete disarmo) sulla riconversione a Brescia nei giorni 21 22 aprile. Poichè nella riunione del 18 u.s., in cui abbiamo parlato di questa proposta, non abbiamo formalizzato una decisione, oggi io e Walter abbiamo scritto ad Alberto che daremo una risposta certa lunedì sera. intanto provo io a fare sintesi - per quanto riguarda i tempi, alcune perplessità espresse da Marina e Nives (forse qualcun altro?) sono poi cadute perchè, come si può leggere nella proposta, non ci sono altri tempi.. - per quanto riguarda il dove, Felice ha espresso alcune perplessità solo riguardo alle nostre risorse rispetto al carico di lavoro che ne deriverebbe ..se però, come ha detto Sauro nella riunione, il lavoro di contatto con i relatori sarebbe prevalentemente svolto dai milanesi, credo che anche queste perplessità potrebbero cadere. Allora, azzardo troppo se, in caso non ci siano altre obiezioni, per cui allora dobbiamo riparlarne, lunedì 22 alle ore 20 scrivo alla rete Disarmo che noi siamo dell'idea di FARE A BRESCIA IL CONVEGNO E CHE CI RISENTIAMO PER DEFINIRE MEGLIO CON LORO CONTENUTI E LOGISTICA ???? ciao Federica -------------------------------- Promemoria di quanto discusso nell'incontro del 15 gennaio in Regione Convegno su riconversione. Restiamo in attesa di una risposta dalle realtà bresciane sulla possibilità di realizzare a Brescia il convegno. Le realtà interessate si incontreranno mercoledì 17 per cui entro il 18 dovremo avere una risposta definitiva sulla disponibilità di brescia. Nel caso di inpossibilità il convegno verrà organizzato a milano. La data proposta potrebbe essere per il 21/22 aprile, data che si colloca vicino alla fiera delle armi di brescia Exa. E' stata scartato di tenere il convegno contemporaneamente ad Exa in quanto a Milano per il 14/15 aprile è in calendario "fa la cosa giusta", e non è stato ritenuto opportuno sovrapporre le due iniziative. Di seguito una prima proposta di articolazione del convegno. L'impegno è di discutere la bozza, così come le proposte per i relatori, via mail. in modo da poter poi definire il tutto nel prossimo incontro, che è fissato in coda all'incontro con il sen Martone del 5 febbraio. Saluti di pace Alberto Stefanelli _________________________________________________________ proposta per convegno su riconversione : Disarmare il territorio Riconversione dell'industria bellica e delle basi militari - contributo alla politica di pace Convegno nazionale - Brescia - 21/22 aprile 2007 Sabato 21 - Mattino * Introduzione - Il modello di difesa italiano: a che punto siamo * Comunicazione - L'Italia nel commercio internazionale degli armamenti * Comunicazione - Il programma di riarmo italiano/europeo e le spese militari * Relazione - L'industria bellica italiana ed europea * Relazione - La militarizzazione del territorio: basi e comandi militari rinnovate (e la guerra globale) Sabato 21 - Pomeriggio * La riconversione dell'industria bellica: produrre per la pace e per uno sviluppo sostenibile - esperienze italiane ed europee; proposte normativa e progetti * Smilitarizzare il territorio: riconversione delle basi per un uso sociale del territorio - esperienze europee e proposte Dibattito aperto Domenica 22 - Mattino * Relazione - Il movimento contro la guerra per il disarmo e le politiche di pace * Costruire un'agenda di iniziative per la riduzione delle spese militari, la riconversione e le politiche di pace _____________________________________________________________________________________________ -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From sauro a bresciascuola.it Mon Jan 22 06:07:18 2007 From: sauro a bresciascuola.it (sauro a bresciascuola.it) Date: Mon, 22 Jan 2007 06:07:18 +0100 Subject: [Bsf] convegno sulla riconversione In-Reply-To: <003501c73d52$0dcdeb40$19a8d33e@waltercfpc0jpr> References: <003501c73d52$0dcdeb40$19a8d33e@waltercfpc0jpr> Message-ID: <200701220607.19046.sauro@bresciascuola.it> Io come già detto alla riunione sono favorevole, anche perchè Piero M. mi ha assicurato che a noi rimarrebbe solo il lavoro di logistica a bs ed l'introduzione insieme a loro. Come tutti ben sanno sono perplesso sulla credibilità della proposta di riconversione dell'industria bellica, mentre sono fortemente convinto della praticabilità della riconversione delle basi. Ma è una riflessione che potremmo proficuamente sviluppare proprio in quel convegno. Ciao sauro Alle 12:48, domenica 21 gennaio 2007, valter ha scritto: > Alberto Stefanelli della Campagna disarmo lombardia ha "sollecitato" una > nostra decisione riguardo alla loro proposta di tenere il convegno (v.di > seguito messaggio rete disarmo) sulla riconversione a Brescia nei giorni 21 > 22 aprile. Poichè nella riunione del 18 u.s., in cui abbiamo parlato di > questa proposta, non abbiamo formalizzato una decisione, oggi io e Walter > abbiamo scritto ad Alberto che daremo una risposta certa lunedì sera. > intanto provo io a fare sintesi > - per quanto riguarda i tempi, alcune perplessità espresse da Marina e > Nives (forse qualcun altro?) sono poi cadute perchè, come si può leggere > nella proposta, non ci sono altri tempi.. - per quanto riguarda il dove, > Felice ha espresso alcune perplessità solo riguardo alle nostre risorse > rispetto al carico di lavoro che ne deriverebbe ..se però, come ha detto > Sauro nella riunione, il lavoro di contatto con i relatori sarebbe > prevalentemente svolto dai milanesi, credo che anche queste perplessità > potrebbero cadere. Allora, azzardo troppo se, in caso non ci siano altre > obiezioni, per cui allora dobbiamo riparlarne, lunedì 22 alle ore 20 > scrivo alla rete Disarmo che noi siamo dell'idea di FARE A BRESCIA IL > CONVEGNO E CHE CI RISENTIAMO PER DEFINIRE MEGLIO CON LORO CONTENUTI E > LOGISTICA ???? ciao Federica -------------------------------- > > Promemoria di quanto discusso nell'incontro del 15 gennaio in Regione > > Convegno su riconversione. > Restiamo in attesa di una risposta dalle realtà bresciane sulla possibilità > di realizzare a Brescia il convegno. Le realtà interessate si incontreranno > mercoledì 17 per cui entro il 18 dovremo avere una risposta definitiva > sulla disponibilità di brescia. Nel caso di inpossibilità il convegno verrà > organizzato a milano. La data proposta potrebbe essere per il 21/22 aprile, > data che si colloca vicino alla fiera delle armi di brescia Exa. E' stata > scartato di tenere il convegno contemporaneamente ad Exa in quanto a Milano > per il 14/15 aprile è in calendario "fa la cosa giusta", e non è stato > ritenuto opportuno sovrapporre le due iniziative. > > Di seguito una prima proposta di articolazione del convegno. > L'impegno è di discutere la bozza, così come le proposte per i relatori, > via mail. in modo da poter poi definire il tutto nel prossimo incontro, che > è fissato in coda all'incontro con il sen Martone del 5 febbraio. > > > Saluti di pace > Alberto Stefanelli > > _________________________________________________________ > proposta per convegno su riconversione : > > Disarmare il territorio > Riconversione dell'industria bellica e delle basi militari - contributo > alla politica di pace > > Convegno nazionale - Brescia - 21/22 aprile 2007 > > Sabato 21 - Mattino > * Introduzione - Il modello di difesa italiano: a che punto siamo > * Comunicazione - L'Italia nel commercio internazionale degli armamenti > * Comunicazione - Il programma di riarmo italiano/europeo e le spese > militari * Relazione - L'industria bellica italiana ed europea > * Relazione - La militarizzazione del territorio: basi e comandi militari > rinnovate (e la guerra globale) > > Sabato 21 - Pomeriggio > * La riconversione dell'industria bellica: produrre per la pace e per uno > sviluppo sostenibile - esperienze italiane ed europee; proposte normativa e > progetti * Smilitarizzare il territorio: riconversione delle basi per un > uso sociale del territorio - esperienze europee e proposte > > Dibattito aperto > > Domenica 22 - Mattino > * Relazione - Il movimento contro la guerra per il disarmo e le politiche > di pace * Costruire un'agenda di iniziative per la riduzione delle spese > militari, la riconversione e le politiche di pace > ___________________________________________________________________________ >__________________ From sauro a bresciascuola.it Mon Jan 22 16:04:04 2007 From: sauro a bresciascuola.it (sauro a bresciascuola.it) Date: Mon, 22 Jan 2007 16:04:04 +0100 Subject: [Bsf] Un segnale, votare contro Message-ID: <200701221604.04236.sauro@bresciascuola.it> AFGHANISTAN/CANNAVO'-TURIGLIATTO (PRC): UN SEGNALE,VOTARE CONTRO Base Usa questione non chiusa, ora mozione parlamentare Roma, 22 gen. (APCom) 14:28 La minoranza interna del Prc torna a polemizzare sul caso della base Usa di Vicenza e minaccia di votare contro il rifinanziamento della missione militare in Afghanistan. In una nota, il deputato Salvatore Cannavò e il senatore Franco Turigliatto, esponenti dell'area 'Sinistra critica', osservano che "dopo lo schiaffo ai pacifisti rappresentato dalla decisione di consentire l'allargamento della base di Vicenza, occorre dare un segnale forte e chiaro alla logica della guerra non votando il rifinanziamento delle missioni militari. Vicenza e Afghanistan, infatti, rappresentano due facce della stessa medaglia, la volontà dei paesi occidentali di gestire su scala globale una politica di guerra. Per questo pensiamo che sia necessario un segnale forte e deciso, non votando il rifinanziamento della missione". "La missione in Afghanistan, del resto, sta fallendo miseramente, al pari di quella irachena, generando - affermano i due parlamentari - non solo lutti e distruzioni ma ulteriori fratture tra il nord ricco del pianeta e i tanti sud che sono coinvolti dalle avventure militari. Lo stesso ruolo della Nato non si spiega né si giustifica in un tale contesto se non come strumento di dominio e di controllo geopolitico". Per Cannavò e Turigliatto "in questo contesto le rassicurazioni del governo non rassicurano per niente. Proporre una conferenza di pace o aumentare l'intervento dei civili è inutile e sbagliato se non si decide di avviare il ritorno dei militari e di dichiarare fallita l'ipotesi della guerra condotta dalla Nato". "Non è con la politica delle concessioni formali - si legge ancora nella nota - che il governo può risolvere questa vicenda. Abbiamo già visto, lo scorso luglio, che fine hanno fatto l'Osservatorio sulle missioni e gli impegni presi sulle servitù militari. Pensiamo che il nostro partito, il Prc, e tutta la sinistra pacifista non debbano votare questa missione. Noi non siamo intenzionati a farlo". "Pensiamo, inoltre, che non debba considerarsi chiusa la questione della base di Vicenza. Innanzitutto - spiegano i due esponenti del Prc - perché prosegue la lotta sul territorio, in cui ci sentiamo pienamente impegnati a partire dalla manifestazione del 17 febbraio. Ma questa lotta dovrebbe avere anche una ripercussione istituzionale. Per questo proponiamo ai parlamentari pacifisti di presentare una mozione contro l'allargamento della base da votare in aula chiedendo così al governo e alla sua maggioranza di assumere una responsabilità precisa su una questione che ha e avrà ampie ripercussioni sul futuro dell'Unione nel Veneto". From point.fabrizio a virgilio.it Tue Jan 23 22:17:44 2007 From: point.fabrizio a virgilio.it (point.fabrizio a virgilio.it) Date: Tue, 23 Jan 2007 22:17:44 +0100 Subject: [Bsf] prossimo bachetto raccolta firme legge acqua a Brescia Message-ID: <000501c73f35$10953920$4cd2abd4@Computer> Il prossimo banchetto per la raccolta firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico si terrà sabato 27 gennaio dalle ore 09.00 alle ore 13.00 in via X giornate angolo via Trieste Brescia -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From beppespillo a libero.it Wed Jan 24 02:37:50 2007 From: beppespillo a libero.it (beppe ) Date: Wed, 24 Jan 2007 02:37:50 +0100 Subject: [Bsf] =?iso-8859-1?q?Fwd=3AComitato=2E_Contro=2E_Breb=E8mi?= Message-ID: Ì. Partecipanti. All incontro organizzato dal. PRC. Tenutosi il 20.gennaio, avente. Per oggetto. La. Tav e la. Brebèmi.hanno deciso di dar vita ad. Ùn. Comitato antibrebemi.È necessario ùn.Coordinamento degli sforzi di. Tutti: partiti associazioni gruppi organizzati singoli .Il coordinamentò operativo in questa. Prima. Fase è curato. Da. Me. Gianna. Baresi . Le adesioni devono. Prevenire entro. La. Metà della. Settimana. Prossímà.raccolte. Le adesioni ci convocheremo. Per. Elaborare. Una. Piattaforma. adesioni a gbaresi a provincia.brescia.it ------------------------------------------------------ Passa a Infostrada. ADSL e Telefono senza limiti e senza canone Telecom http://click.libero.it/infostrada24gen07 From felmarg a tin.it Wed Jan 24 13:40:22 2007 From: felmarg a tin.it (Felice Mometti) Date: Wed, 24 Jan 2007 13:40:22 +0100 Subject: [Bsf] Appello 17 febbraio Vicenza Message-ID: <004f01c73fb4$d14212e0$41333052@txp1> APPELLO DEL COORDINAMENTO DEI COMITATI NO AL DAL MOLIN SABATO 17 FEBBRAIO MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE A VICENZA, CONTRO LA GUERRA E LE BASI DI GUERRA, PER LA PACE E LA GIUSTIZIA Una mobilitazione unitaria che pone al suo centro il NO alla base Usa a Vicenza, uno degli strumenti di guerra. Il popolo dei vicentini è contrario alla decisione assunta dal Presidente del consiglio Romano Prodi, dal Sindaco di Vicenza Enrico Hullweck e dalla Presidente della provincia Manuela Dal Lago di concedere il territorio vicentino per la costruzione di una base militare con un impatto ambientale e sociale devastante. La contrarietà è ampia e coinvolge tutti: cittadini, movimenti, sindacati, partiti, associazioni, membri nelle istituzioni ed Enti locali. Sulla base di Vicenza si pongono due questioni: - la pace, l'Italia sta facendo passi importanti per restituire all'Europa protagonismo ed autonomia, mentre sul "caso" Vicenza il governo è in contraddizione con gli atti fin'ora compiuti rispetto alla politica estera e inficia l'esercizio della stessa sovranità nazionale ; - il rapporto con la comunità locale, la quale non può essere irrisa ma va ascoltata. La politica non può alzare un muro tra se stessa e la comunità. I cittadini devono potersi esprimere e contare. Per questo noi, invitiamo tutte le donne, gli uomini, le ragazze e i ragazzi, le organizzazioni della società civile, i sindacati, i movimenti e gli Enti Locali a partecipare alla manifestazione internazionale che si terrà sabato 17 febbraio a Vicenza. Una manifestazione pacifica, di popolo, non violenta e colorata che ribadisce che la democrazia non significa imporre le decisioni dall'alto, ma si costruisce partendo dall'ascolto delle comunità che vogliono un futuro di pace, di sviluppo di qualità e di buona occupazione. Chiediamo ai responsabili della politica italiana di lavorare con coraggio e tenacia per scongiurare il malcontento che ha imboccato la strada dell'antipolitica e dello scollamento della società dalle istituzioni. Il governo non può non assumersi la responsabilità del confronto con la diffusa ostilità della popolazione a questa decisione, espressa dalla richiesta referendaria e da numerose mobilitazioni. Chiediamo infine al governo che sia coerente col proprio programma al cui centro c'è la pace, anche opporsi alla nuova base Usa a Vicenza, strumento di guerra, significa compiere un passo avanti per costruire un mondo diverso, fatto di pace e non di guerra. Coordinamento dei Comitati NO al Dal Molin Per le adesioni e informazioni: stefania a yahoo.it; Giancarlo tel. 3333410606 -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From felmarg a tin.it Wed Jan 24 17:07:44 2007 From: felmarg a tin.it (Felice Mometti) Date: Wed, 24 Jan 2007 17:07:44 +0100 Subject: [Bsf] Appello "ufficiale" 17 febbraio Message-ID: <001801c73fd1$c9068170$43a53252@txp1> A quanto pare l'appello "ufficiale" è questo. felice ----- Original Message ----- From: Sent: Wednesday, January 24, 2007 3:05 PM Subject: NO DAL MOLIN: appello manifestazione nazionale 17 febbraio APPELLO ALLA MOBILITAZIONE 17 FEBBRAIO: MANIFESTAZIONE NAZIONALE A VICENZA IL FUTURO è NELLE NOSTRE MANI: DIFENDIAMO LA TERRA PER UN DOMANI SENZA BASI DI GUERRA Presidio Permanente, Vicenza 23 gennaio 2007 Dopo che per mesi Governo e Comune si sono rimpallati la responsabilità della decisione, l'Esecutivo nazionale ha ceduto all'ultimatum statunitense: «il Governo non si oppone alla nuova base Usa», ha sentenziato Romano Prodi. Dopo appena due ore, migliaia di vicentini sfilavano per le strade del centro cittadino. Chi pensava di aver chiuso la partita ha dovuto ricredersi, perché Vicenza si è mobilitata, ha Invaso le strade, ha costruito il presidio permanente. Otto mesi di mobilitazioni, culminate con la grandiosa manifestazione dello scorso 2 dicembre - quando 30 mila persone sfilarono dalla Ederle al Dal Molin, hanno dimostrato la forte contrarietà della popolazione alla nuova installazione militare. Ma il Governo, dopo aver più volte ribadito la centralità dell'opinione della comunità locale, ha ceduto agli interessi economici e militari. In tutto questo pesa come un macigno anche la posizione dell'Amministrazione Comunale che, forte dell'assenso dato dal Governo Berlusconi all'operazione, prima ha nascosto ai cittadini il progetto per tre anni e poi, snobbando la contrarietà della popolazione, lo ha approvato durante un Consiglio Comunale blindato e contestato; infine ha negato ai cittadini la possibilità di esprimersi attraverso il referendum. Nonostante tutto questo a Vicenza è successo qualcosa di nuovo: Vicenza non si è arresa alle imposizioni. In questo percorso abbiamo trovato donne e uomini, studenti e anziani, lavoratori e professionisti; li abbiamo incrociati nelle mobilitazioni, abbiamo discusso con loro alle assemblee pubbliche ed ai convegni. Insieme abbiamo costruito il Presidio Permanente, un luogo attraversato da migliaia di persone in pochi giorni. Vicenza non si è arresa alle imposizioni. Vicenza non vuole una nuova base militare al Dal Molin. Vicenza si è mobilitata. Migliaia di persone hanno occupato i binari della stazione appena due ore dopo la conferenza stampa di Romano Prodi; e nei giorni successivi una serie di iniziative, dalla manifestazione degli studenti ai presidi in Municipio e in Prefettura, hanno confermato la determinazione dei cittadini. La nostra città ha riscoperto la dimensione comunitaria e popolare, ha riattivato le reti di solidarietà che in altri contesti - per esempio a Scanzano Ionico o in Val di Susa - hanno permesso di fermare dei progetti devastanti. Da ogni parte d'Italia ci è arrivata un immensa solidarietà, un caloroso sostegno. Manifestazioni e presidi si sono svoltI in questi giorni in ogni angolo del Paese. Contro una scelta contrastata dalla comunità locale ovunque si manifesta e si discute. Il nostro cammino è appena all'inizio. Nulla si è concluso con l'espressione del parere governativo. Cittadini, associazioni e organizzazioni sindacali hanno deciso di opporsi; molti parlamentari si sono auto-sospesi. Vicenza vuole fermare questo scempio, se necessario anche seguendo l'invito di molti a mettere pacificamente in gioco i propri corpi. Vogliamo dare una voce unitaria, pacifica e determinata a questo sdegno. Vicenza chiama tutti a mobilitarsi contro la militarizzazione di una città, contro la costruzione di una base che sorgerà a meno di due chilometri dalla basilica palladiana, consumerà tanta acqua quanta quella di cui hanno bisogno 30 mila cittadini, costerà ai contribuenti milioni di euro (il 41% delle spese di mantenimento delle basi militari Usa nel nostro territorio è coperto dallo Stato Italiano), sarà l'avamposto per le future guerre. Vicenza vuole costruire una grande manifestazione nazionale per il 17 febbraio; vogliamo colorare le nostre strade con le bandiere arcobaleno e quelle contro il Dal Molin, ma anche con quelle per la difesa dei beni comuni e della terra, del lavoro e della dignità e qualità della vita. Un corteo plurale e popolare, capace di aggregare le tante sensibilità che in questi mesi hanno deciso di contrastare il Dal Molin, perché siamo convinti che le diversità siano un tesoro da valorizzare così come l'unità sia uno strumento da ricercare per vincere questa sfida. Ai politici e agli uomini di partito che condividono la responsabilità di Governo locale e nazionale rivolgiamo l'invito a partecipare senza le proprie bandiere; vi chiediamo un segno di rispetto verso le tante donne e i tanti uomini che in questi giorni si sono sentiti traditi dai partiti e dalle istituzioni; vi chiediamo, anche, di valorizzare la scelta di quanti, in questi giorni, hanno scelto di dimettersi o auto-sospendersi in segno di protesta. Una protesta che, auspichiamo, dovrà avere ulteriori riscontri se il Governo non recederà dalle sue decisioni. Noi siamo contro il Dal Molin per ragioni urbanistiche, ambientali, sociali; ma, anche, perché ripudiamo la guerra. Proprio per questo non accettiamo alcun vergognoso baratto con il rifinanziamento della missione in Afghanistan. La nostra lotta non si è esaurita. A Vicenza, il 17 febbraio, contro ogni nuova base militare, per la desecretazione degli accordi bilaterali che regolano la presenza delle basi, per la difesa della terra e dei beni comuni, per un reale protagonismo delle comunità locali e dei cittadini. Il futuro è nelle nostre mani: difendiamo la terra per un domani senza basi di guerra. Il 17 febbraio tutti a Vicenza! Presidio Permanente contro il Dal Molin Per info e adesioni nodalmolin a libero.it Web www.altravicenza.it -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From fernando.sca a virgilio.it Wed Jan 24 19:34:28 2007 From: fernando.sca a virgilio.it (Fernando SCARLATA) Date: Wed, 24 Jan 2007 19:34:28 +0100 Subject: [Bsf] Iniziativa antimafia a Brescia il 31 gennaio Message-ID: <00b701c73fe7$97355ac0$0100a8c0@pc01> Il Comitato Antimafia di Brescia "Peppino Impastato" organizza il dibattito pubblico "Mafia e antimafia dopo l'arresto di Bernardo Provenzano" mercoledì 31 gennaio alle ore 20,30 presso la Casa del Popolo in via Risorgimento 18 a Urago Mella - Brescia. Chi ha protetto il boss di Cosa Nostra Bernardo Provenzano per 43 anni? Chi ha preso il suo posto nella commissione regionale di Cosa Nostra? Perché l'arresto di Provenzano è avvenuto proprio nell'aprile 2006: c'è stato un accordo segreto tra mafia e organi dello Stato come avvenne per l'arresto di Totò Riina nel 1993? La strategia di Cosa Nostra è cambiata dopo l'arresto del "superlatitante"? Come intende lavorare la commissione parlamentare antimafia e, più in generale, la maggioranza di governo nella lotta alla mafia? A questi e ad altri interrogativi di una delle tante oscure vicende che caratterizzano la storia della Repubblica italiana rispondo i relatori del dibattito che saranno: On. Giuseppe Lumia, Vicepresidente della Commissione Parlamentare antimafia Anna Petrozzi, giornalista della redazione del mensile Antimafia duemila In allegato il volantino che gentilmente vi chiediamo di inoltrare al vostro indirizzario e di diffondere. Grazie Ciao Fernando -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: -------------- parte successiva -------------- Un allegato non testuale è stato rimosso.... Nome: Provenzano gennaio 2007.doc Tipo: application/msword Dimensione: 22016 bytes Descrizione: non disponibile URL: From milena.lombardi a tele2.it Wed Jan 24 21:13:35 2007 From: milena.lombardi a tele2.it (Milena Lombardi) Date: Wed, 24 Jan 2007 21:13:35 +0100 Subject: [Bsf] base nato Ghedi Message-ID: Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From linfavitale a hotmail.com Thu Jan 25 13:43:20 2007 From: linfavitale a hotmail.com (luciana sossi) Date: Thu, 25 Jan 2007 12:43:20 +0000 Subject: [Bsf] incontro gruppo pace bsf Message-ID: Il prossimo incontro del gruppo pace del Bsf è fissato per il giorno giovedì 1 febbraio 2007 alle ore 20.45 presso il magazzino 47. Si discuterà delle prossime iniziative da mettere in campo in merito a: base militare di Ghedi, manifestazione a vicenza del 17 febbraio, Exa 2007, convegno per la riconversione dell'industra bellica previsto a brescia per il 21/22 aprile, e altro ancora. Data l'importanza e l'urgenza degli appuntamenti chiediamo a tutti/e di essere presenti. Ciao. Luciana _________________________________________________________________ Aggiungi i tuoi nuovi contatti di Hotmail anche in Messenger.Con un click! http://join.msn.com/hotmail/features-std#6 From sauro a bresciascuola.it Mon Jan 29 06:58:35 2007 From: sauro a bresciascuola.it (sauro a bresciascuola.it) Date: Mon, 29 Jan 2007 06:58:35 +0100 Subject: [Bsf] Fwd: [sinistracritica-bs] Comunicati Cremaschi e Chomsky Message-ID: <200701290658.36001.sauro@bresciascuola.it> ---------- Messaggio inoltrato ---------- Subject: [sinistracritica-bs] Comunicati Cremaschi e Chomsky Date: 19:49, domenica 28 gennaio 2007 From: "stefano mori" To: "sinistracritica-bs" Chomsky sulla base Dal Molin Venerdi 26 Gennaio 2007 Intervento scritto di Noam Chomsky letto al convegno del 25/11 organizzato dai comitati per IL NO È molto piacevole venire a sapere di proteste contro la costruzione di un´altra base militare degli Stati Uniti in Italia. Dalla seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti hanno considerato l´Italia come componente dell´enorme sistema di basi militari e di forze di intervento destinate per assicurare agli U.S.A. IL controllo delle principali riserve di energia del mondo, nella regione del Golfo Persico. La costruzione Della base prevista a Vicenza dovrebbe essere molto benvoluta DA coloro che attendono con ansia nuove gloriose avventure come la guerra in Irak, con I suoi effetti assolutamente catastrofici per la popolazione irakena e con IL suo contributo alla proliferazione nucleare Ed al terrorismo internazionale -- esattamente come anticipato. Coloro che sono impegnati per la pace e la giustizia, dovrebbero dedicarsi a prevenire tali crimini, impedendo di gettare Le basi di questi stessi. Da Il Manifesto) Cremaschi-Revelli: "La sinistra impari a dire no" Sabato 27 Gennaio 2007 E' arrivata l'ora di fare sul serio articolo Lettera aperta AI «compagni di sinistra nel governo» «Vicenza è uno spartiacque: così non is va DA nessuna parte. Ci vuole un segnale di discontinuità che elimini ogni possibile ambiguità (la Vera, più grave colpa, in politica estera): non votate IL rifinanziamento delle missioni militari» Giorgio Cremaschi Marco Revelli Care amiche e cari amici Della sinistra Della coalizione di governo, ci rivolgiamo a voi con questa definizione un poco logistica, perché non NE troviamo altre ugualmente sintetiche e non vogliamo far nostra quella serie di aggettivi - sinistra «radicale», «estrema», «massimalista» - che oggi vanno per la maggiore. Quegli aggettivi, anzi, ci paiono fuorvianti dello stato reale delle cose, anche perché sono utilizzati ogniqualvolta is voglia far credere che è questa sinistra a determinare Le scelte di fondo del governo Prodi (insieme, s'intende, AI suoi guai...). Proprio qui sta, per noi, la questione di fondo. Secondo Berlusconi, la Confindustria, Corriere, Stampa, Repubblica, I riformisti e la Conferenza episcopale, IL governo sarebbe ostaggio Della sua sinistra estrema. Siccome a noi pare esattamente IL contrario, scriviamo queste note sperando di ottenere chiarezza. Vicenza, secondo noi, segna uno spartiacque. Di stile oltre che di contenuto Di metodo prima che di sostanza (che pure è spessa e pesante, incrociando valori e programmi, interessi e passioni). Fino alla decisione di Prodi di dire sì all'amministrazione Bush e alla sua politica di guerra, poteva ancora aver luogo una certa confusa doppiezza, soprattutto sul piano dell immagine. Ora però questa breve stagione finisce: concretezza e simbolismo delle scelte vengono sempre più a coincidere: IL significato esplicito dell esternazione di Bucarest è una porta sbattuta in faccia a tutti quelli che credono in qualcosa: AI cittadini che difendono IL loro territorio (la «questione urbanistica», appunto, derubricata a «intendenza» di napoleonica memoria, che seguirebbe docile una Volta definita la strategia DA parte dello Stato maggiore) e AI pacifisti che continuano ad avere IL torto d indignarsi di fronte AI mattatoi a cielo aperto moltiplicati anche in questi giorni. A chi is batte per difendere la propria «qualità Della vita» nel luogo in cui abita, e a chi lotta per dare un senso a quella vita. Un pugno in faccia a tutti quelli che nutrivano aspettative, in Nome - is dice - dell'«interesse superiore». Del «concerto tra Le potenze». Della «necessaria» sottrazione dei temi generali di politica estera al controllo e al consenso di quei cittadini di serie B che non siedono in alto, sulla cuspide Della piramide decisionale ma che sono condannati a subirne Le ricadute nei propri territori. Anche perché così pretendono I poteri forti interni Ed esteri che condizionano la politica del nostro paese. E che sempre più aggressivamente intimano: o di qua, o di là, senza finzioni o confusioni; d'ora in poi, come chiedeva San Paolo, I sì devono essere sì, I no, no. Purtroppo IL governo Prodi giunge a questa stretta avendo già disperso un vasto patrimonio di fiducia e speranza. Per cause squisitamente politiche, per l'incapacità di dare una qualche risposta in positivo AI movimenti che in questi anni hanno percorso IL paese. In questi anni non is è lottato solo contro Berlusconi e la sua politica per l'orrore morale, estetico e culturale che suscitano, ma anche per chiedere un cambiamento più profondo di quello definito DA una semplice alternanza di governo. I movimenti che is sono sviluppati non erano naturalmente portati alla sintesi, anzi spesso is disponevano su piani differenti. Il no alla guerra, la richiesta di democrazia e di diritti civili, IL rifiuto del liberismo nell'economia e nel lavoro, la nuova affermazione di cittadinanza delle popolazioni sui propri territori, non coinvolgevano sempre Le stesse persone, Le stesse organizzazioni, Le stesse culture, anzi. L'interlocuzione mancata Una politica «alta» - come s'accaniscono a considerare IL proprio ruolo I politici «di governo» - avrebbe dovuto costruire non diciamo una sintesi - di cui la Politica oggi è probabilmente strutturalmente incapace, e di cui d altra parte I movimenti non saprebbero che farsene nella loro autonomia tematica - ma quantomeno un'interlocuzione. Un focus d'attenzione. La selezione di qualche punto significativo, di qualche tematica condivisa su cui avviare un percorso discorsivo, innescare la traccia di una qualche capacità di rappresentanza. Il segnale che almeno un segmento - non chiediamo tutto, ci limitiamo al minimo possibile - del discorso elaborato «dal basso» possa essere introdotto nel campo chiuso Della sfera istituzionale al livello decisionale più alto. Che, appunto, quel «campo» possa essere, anche solo per uno spiraglio, «aperto». Che su almeno un tema qualificante is mostri di parlare un linguaggio simile, o almeno compatibile: non IL muro impenetrabile che ha dominato finora sui grandi temi che hanno visto Le mobilitazioni più recenti, dalla pace all'ambiente, dalla Tav a Vicenza, appunto. Il programma di 300 pagine non è riuscito a incrinare quel muro (è rimasto cosa per gli addetti AI lavori, codice interno per piantare bandierine, ognuno dei contraenti sui propri temi identificanti). Ed IL governo successivo ci è riuscito ancora meno. Questo perché per costruire una politica che governi con il consenso, trovando mediazioni condivise con i diversi segmenti e soggetti individuali e collettivi che si muovono nel sociale, è indispensabile un punto di vista. Bisogna cioè decidere - in qualche misura - di stare da una parte, di rappresentare una parte della società . Delle sue sensibilità, dei suoi valori e delle sue aspettative, anche se si va al governo. Proprio perché si va al governo. Questo, sull'altro versante, fa Berlusconi. Egli rappresenta fin nelle sue forme più scostanti ed ottuse il popolo liberista. Le sue passioni, torbide ma concrete. I suoi interessi, egoistici fino al limite della dissoluzione del legame sociale, ma plasticamente materiali. Persino le sue nevrosi. Sa benissimo qual è «la sua gente». Il suo popolo (se così si può dire). Lo porta alla politica, non si dimentica di esso quando governa. Il centrosinistra invece fa l'opposto. Quando sta all'opposizione aderisce a tutte le mobilitazioni. Quando si trova al governo comincia a obiettare che il paese è impazzito (e pure lo è, in alcune sue componenti, ma non certo nei settori che si sono mobilitati per la qualità della vita e per la pace, per garanzie sociali e pensioni); che bisogna dargli buone medicine, anche se dolorose. Che, insomma, la rappresentanza politica deve astrarsi da chi vuole essere rappresentato e definire una sua tecnocratica astratta compatibilità, da somministrare a un popolo riottoso. Paradossalmente questa concezione del governo produce antipolitica così come il barbaro populismo di Berlusconi. Quest'ultimo, infatti, semplifica all'estremo la funzione della rappresentanza: all'opposto il centrosinistra la complica al massimo. Entrambi così riducono a zero lo spazio per la partecipazione consapevole e incarnano una deriva oligarchica drammaticamente visibile nelle trasformazioni istituzionali degli ultimi due decenni. Scegliere di fare sul serio Nonostante tutto, continuiamo a credere che, in sé, il centrosinistra non fosse inevitabilmente condannato alla politica attuale. Avrebbe potuto scegliere alcuni terreni parziali su cui fare sul serio. Avrebbe potuto fare sul serio sulla pace, o sui diritti civili, o sulla lotta alla precarietà, o ancora coinvolgere le popolazioni della Val di Susa e di Vicenza nelle proprie decisioni. Avrebbe potuto scegliere una sola cosa su cui fare sul serio - su cui, appunto, lanciare un segnale - e vivere per un po' di rendita sul resto. Ma neppure questo ha fatto. Su ogni terreno di conflitto di questi anni il governo appare incerto, confuso, pasticcione, incapace di produrre un vero progresso, anzi spaventato persino quando, magari per caso, decide qualcosa che va nella direzione di quel che veniva chiesto. Certo non è colpa solo di Prodi se l'equilibrio politico del nostro paese si è spostato in questi anni così a destra da far considerare - nel chiacchiericcio mediatico - come unico modello di sinistra accettabile quello rappresentata da Tony Blair. Solo in Italia si può usare il termine «deriva zapaterista» per definire una politica estremista di sinistra da cui cautelarsi. Nel resto d'Europa ridono di questo paragone. Diventa però una colpa distruttiva non capire che fronteggiare Berlusconi dentro queste coordinate politiche significa rafforzare le sue ragioni e smontare le nostre. Questo è il danno più grave di questi mesi. Esso è ben rappresentato dal sorrisino che sull'autobus, al lavoro, al mercato, si dipinge sui volti di coloro che ci dicono «è bello chiedere quando si è all'opposizione, ma al governo è un'altra cosa». Sì, così si producono in quantità industriali rassegnazione, rabbia e disincanto. E, al di là dei destini personali dell ex presidente del consiglio, si alimenta la ripresa della destra. Siamo arrivati al dunque: le prossime settimane, da Vicenza alla Val di Susa dalle missioni militari alle privatizzazioni, alle pensioni e ai Pacs, vedremo sempre lo stesso filmato. A un certo punto i poteri forti diranno basta, siate seri, siate europei, siate occidentali; e il governo si piegherà. Magari rinfacciando, a chi lo accusa di non essere abbastanza riformista, di non aver capito quanto siano avanzate le scelte adottate. No, così non si va da nessuna parte e per questo chiediamo alla sinistra della coalizione di scegliere un tema su cui fare sul serio. Suggeriamo la pace e la guerra, la dimostrazione di una svolta esplicita rispetto alla politica di guerra del precedente quinquennio, di uno strappo perché politica «di pace» non può che voler dire soluzione di continuità nella deriva bellica che ha dominato l'inizio del secolo. Ci vuole una netta e comprensibile inversione di tendenza, spinta fino al ritiro delle truppe da quell'Afghanistan dove l'occidente sta ripercorrendo esattamente la stessa strada dell'Urss, usando addirittura le stesse argomentazioni per giustificare la guerra. Scegliete un punto e su quello non mollate. Pretendete un segnale forte e inequivocabile di discontinuità che non sia l eterno «ni» dell'inaffidabilità italiana, che tagli la strada a ogni possibile segno di ambiguità - la vera, più grave colpa, anche in politica estera: non votate il rifinanziamento delle missioni militari e cambiate così, almeno qui, l'agenda e gli equilibri della politica. E se non siete in grado di fare questa o altre scelte di analogo rigore, ditelo. Non fingete di contare quando non è vero. Non rivendicate la devastante politica della riduzione del danno, che per tanto tempo assieme abbiamo considerato uno dei mali della nostra democrazia, sempre più priva di reali alternative. --~--~---------~--~----~------------~-------~--~----~ Hai ricevuto questo messaggio in quanto sei iscritto al gruppo Gruppo "sinistracritica-bs" di Google Gruppi. 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Nome: imstp_heads_by_im_it.gif Tipo: image/gif Dimensione: 18370 bytes Descrizione: non disponibile URL: From sauro a bresciascuola.it Mon Jan 29 07:20:33 2007 From: sauro a bresciascuola.it (sauro a bresciascuola.it) Date: Mon, 29 Jan 2007 07:20:33 +0100 Subject: [Bsf] Fwd: appello 17 febbraio Message-ID: <200701290720.33808.sauro@bresciascuola.it> ---------- Messaggio inoltrato ---------- Subject: Fwd:appello 17 febbraio Date: 17:31, venerdì 26 gennaio 2007 From: "monia-celia\@libero\.it" To: "sauro" Caro Sauro, troverai sul cellulare il mio numero il tuo me l' ha dato Cinzia Bottene di Vicenza. Proprio Cinzia mi ha chiesto di contattarti per informarti del pasticcio che è sorto a Vicenza. Pochi giorni fa i due comitati vicentini che fanno capo a CGIL e DS si sono fatti beffa di tutti gli altri comitati contro la Base e hanno emanato un appello di adesione alla manifestazione del 17/02. Questo appello, però, non è stato condiviso da tutti gli altri comitati e quindi non essendo collegiale non è quello reale. Cinzia e gli altri attendevano di emanarlo proprio per avere il tempo di condividerlo con tutti, anche con i comitati "capeggiati" da CGIL e con alle spalle i dirigenti DS. A questo punto Cinzia mi ha chiesto di contattare tutti i comitati (ho già sentito Valter Lorenzi di Pisa, Mariella Cao dalla sardegna e ovviamente il "mio" comitato via le bombe di Pordenone) per avvisare della cosa. Potrai leggere qui sotto la mail che mi ha scritto cinzia ed in allegato l'appello "vero" da far girare e a cui aderire tramite l'indirizzo mail nodalmolin a libero.it Monia Giacomini Comitato "Via Le Bombe" di Pordenone Cara Monia, ti allego, come d'accordo, il nostro appello. Fallo girare il più possibile spiegando l'importanza di aderire a questo e non a quello firmato come "Coordinamento Comitati". Sarebbe veramente triste che tutto il lavoro fatto da noi in questi mesi venisse vanificato e ora il controllo del dissenso passasse dai cittadini alla "solita" politica. GRazie per tutto l'aiuto che ci puoi dare. Un bacione. Cinzia IL TESTO È IN PDF E L'AMMINISTRATORE PER ORE NON L'HA PASSATO. SI PUO' LEGGERE SUL SITO INDICATO. CIAO SAURO From gero a numerica.it Mon Jan 29 09:36:09 2007 From: gero a numerica.it (gero) Date: Mon, 29 Jan 2007 09:36:09 +0100 Subject: [Bsf] inceneritori e nanopolveri Message-ID: <45BDB1F9.90501@numerica.it> Sul blog di Beppe Grillo petizione on line sul voto di oggi Ha già raccolto 26.000 firme in poche ore http://www.beppegrillo.it/2007/01/non_permettiamo.html ciao a tutti Marco Geronimi Stoll From linfavitale a hotmail.com Mon Jan 29 13:18:15 2007 From: linfavitale a hotmail.com (luciana sossi) Date: Mon, 29 Jan 2007 12:18:15 +0000 Subject: [Bsf] al presidente Napolitano Message-ID: Lettera aperta al Presidente della Repubblica Italiana Signor Presidente, Da quanto leggo su televideo lei avrebbe dichiarato: "No all'antisemitismo anche quando esso si travesta da antisionismo". "Antisionismo significa negazione della fonte ispiratrice dello stato ebraico, delle ragioni della sua nascita, ieri, e della sua sicurezza oggi, al di là dei governi che si alternano nella guida di Israele". Se questo è realmente il suo pensiero, e naturalmente mi auguro che non lo sia, mi lasci dire che queste sono affermazioni errate e gravi e mi auguro che suscitino, da parte di numerosi italiani, una reazione calma e ragionata ma ferma. Signor Presidente, mi consenta di dissentire dalla prima frase da lei pronunciata. Lei sostiene che l'opposizione al sionismo è antisemitismo mascherato. Né si può pensare che Lei abbia voluto dire che solo alcuni antisemiti nascondono il loro antisemitismo reale dietro un preteso o falso antisionismo. Lei ha formulato il suo pensiero in modo inequivocabile: per Lei chi è antisionista è antisemita sic et simpliciter. Io sono d'accordo con lei che l'antisionismo è la "negazione della fonte ispiratrice dello stato ebraico e delle ragioni della sua nascita" ma sostengo con decisione che la negazione delle ragioni della nascita dello Stato ebraico e la sua sostituzione con uno Stato democratico unico di ebrei e palestinesi su tutta la Palestina non potrà che arrecare bene agli ebrei, ai palestinesi, ai popoli mediorientali e del mondo intero. Ritengo, e non sono l'unico visto che molti ebrei antisionisti sono dello stesso avviso, che lo Stato sionista per soli ebrei è uno Stato razzista, coloniale e espansionista, non diversamente da quello che era lo Stato razzista per soli bianchi del Sud Africa. La natura sionista di Israele è una minaccia per la pace mondiale e per gli stessi ebrei. Signor Presidente, non sono un negazionista dell'Olocausto e non nutro sentimenti anti-ebraici. Desidero solo che gli ebrei in Palestina non neghino ai palestinesi un diritto che rivendicano per sé. I palestinesi, profughi e residenti in Israele o nei territori occupati, hanno diritto a vivere in Palestina in pace e in armonia, godendo delle libertà democratiche che tutti i popoli del mondo meritano. Questo principio che noi non neghiamo agli ebrei di Palestina, Israele lo nega ai palestinesi. Lei forse è favorevole agli stati etnici? Mi sembrava di aver capito che Lei e il partito da cui proviene eravate favorevoli agli Stati democratici in cui tutti i cittadini sono uguali indipendentemente dalla religione, dall'etnia, dalla cultura o altro, a cui appartengono. Forse mi sono sbagliato. Non capisco perché l'Italia e l'UE si sono impegnati per l'uguaglianza dei diritti tra bianchi e neri in Sud Africa, o si impegnano oggi per l'uguaglianza e la convivenza tra serbi e cossovari in Kossovo, tra macedoni e albanesi in Macedonia, tra musulmani, ortodossi e cristiani in Bosnia, tra sciiti, sunniti e cristiani in Libano e poi sostengano il carattere esclusivamente ebraico di Israele? Forse Olmert ha chiesto anche a Lei, come ha fatto con il Signor Prodi, di difendere Israele in quanto Stato esclusivamente ebraico e sionista? Se questo è il suo pensiero, voglio chiederLe: - se Israele decidesse di deportare i cittadini israeliani non ebrei, come chiede da tempo il ministro razzista Avigdor Lieberman, Lei appoggerebbe questa politica in nome della difesa del carattere ebraico dello Stato israeliano? - ignora Lei forse che i cittadini non ebrei d'Israele non hanno gli stessi diritti degli ebrei? Non sa forse che è proibito per legge ad un cittadino israeliano non ebreo di acquistare proprietà terriere da un ebreo? Ignora forse che esistono strade che collegano Israele alle colonie nei territori occupati su cui non possono circolare (non i palestinesi dei territori occupati, questo tutti lo sanno) ma i cittadini arabi di Israele? Le ricordo, inter alia, anche che è negato il ricongiungimento al coniuge ad un cittadino arabo d'Israele se questo coniuge proviene dai territori occupati. Spero che Lei sia informato sulla proposta di legge nella Knesset che prevede di togliere la nazionalità israeliana ad un cittadino arabo d'Israele se costui non dichiara fedeltà al sionismo. Si renderà conto che questo corrisponde a volere l'accettazione dell'ingiustizia storica che il sionismo ha fatto ai palestinesi da parte delle stesse vittime dell'ingiustizia. - Non ritiene che portare quegli ebrei (per fortuna non sono tutti gli ebrei) che sostengono Israele a liberarsi di una forma statale che discrimina i cittadini non ebrei, che impianta colonie su territori fuori dai suoi confini, che conduce una guerra contro una popolazione occupata e indifesa, che possiede armi nucleari e non aderisce al trattato di non proliferazione nucleare e all'AIEA, che è stata condannata mille volte nell'ambito dell'ONU, non equivalga ad un bene per loro e per i palestinesi? - e infine l'ultima domanda: se l'Italia (che lo ha già fatto nel passato) dovesse attuare una politica discriminatoria verso i suoi cittadini ebrei come Israele discrimina i suoi cittadini non ebrei e dovesse riprendere, malauguratamente, una politica coloniale, Lei non riprenderebbe la lotta contro il regime o il governo che così si comportasse? Allora perché non si può combattere un regime, quello sionista, che è discriminatorio, razzista e colonialista? Nessuno sta proponendo un nuovo olocausto ebraico, gli antisionisti vogliono solo uno Stato non confessionale, non etnico, non razzista in Palestina, per gli ebrei e per i palestinesi. Non diversamente da quello che sono tutti gli stati autenticamente democratici nel mondo. Signor Presidente, si dà il caso che sono uno studioso del sionismo. É quindi sulla base dei miei studi di questa ideologia politica che Le scrivo. Le ricordo alcuni fatti: Primo tra tutti la collaborazione dei sionisti (di destra e di sinistra) con gli antisemiti, con il fascismo e il nazismo. Si è trattato di una collaborazione lunga ed estremamente dannosa per gli ebrei non sionisti (che allora erano la stragrande maggioranza). Per quanto ciò possa apparire incredibile, la collaborazione dei sionisti con i fascisti, i nazisti e gli antisemiti, storicamente documentata, si fondava su una logica di scambio criminale a danno degli ebrei. I sionisti hanno appoggiato i regimi fascisti e antisemiti prima e durante la seconda guerra mondiale, chiedendo in cambio di permettere loro di portare gli ebrei in Palestina per realizzare il loro progetto coloniale. Gli ebrei che non accettavano di emigrare in Palestina sono stati abbandonati al loro destino. Gli antisemiti erano ben contenti di liberarsi degli ebrei in questo modo. Non è vero che gli antisemiti sono antisionisti come lei sostiene ma è vero proprio il contrario. Non metterà in dubbio, spero, le parole dello scrittore israeliano Yehoshua che qualche anno fa ha dichiarato: "I gentili hanno sempre incoraggiato il sionismo, sperando che li avrebbe aiutati a liberarsi degli ebrei che vivevano tra di loro. Anche oggi, in una maniera perversa, un vero antisemita deve essere un sionista". [1] Lo scrittore israeliano dimentica però di dire che anche i sionisti, in maniera perversa, hanno incoraggiato gli antisemiti affinché allontanassero gli ebrei dai loro paesi e li consegnassero agli attivisti sionisti pronti a portarli nelle colonie in Palestina. Un vero sionista è un amico degli antisemiti. Questo aspetto vergognoso della storia del sionismo inizia con il suo stesso fondatore, Theodor Herzl. Nell'agosto del 1903, Herzl si recò nella Russia zarista per una serie di incontri con il Conte von Plehve, ministro antisemita dello Zar Nicola II e Witte, ministro delle finanze. Gli incontri avvennero meno di 4 mesi dopo l'orrendo pogrom di Kishinev, di cui era direttamente responsabile von Plehve. Herzl propose un'alleanza, basata sul comune desiderio di far uscire la maggior parte degli ebrei russi dalla Russia e, a più breve termine, allontanare gli ebrei russi dal movimento socialista e comunista. All'inizio del primo incontro (8 agosto) von Plehve dichiarò che egli si considerava "un ardente sostenitore del sionismo". Quando Herzl cominciò a descrivere lo scopo del sionismo, il Conte lo interruppe affermando: "Predicate a un convertito". In un successivo incontro con Witte, il fondatore del sionismo si sentì dichiarare apertamente: "Avevo l'abitudine di dire al povero imperatore Alessandro III: se fosse possibile annegare nel mar Nero sei o sette milioni di ebrei, io ne sarei perfettamente soddisfatto; ma non è possibile; allora dobbiamo lasciarli vivere". E quando Herzl disse di sperare in qualche incoraggiamento dal governo russo, Witte rispose: "Ma noi diamo agli ebrei degli incoraggiamenti ad emigrare, per esempio dei calci nel sedere".[2] Il risultato degli incontri fu la promessa di von Plehve e del governo russo di "un appoggio morale e materiale al sionismo nel giorno in cui alcune delle sue azioni pratiche sarebbero servite a diminuire la popolazione ebraica in Russia". [3] "Se noi [sionisti] - diceva Jacob Klatzkin - non ammettiamo che gli altri abbiano il diritto di essere anti-semiti, allora noi neghiamo a noi stessi il diritto di essere nazionalisti. Se il nostro popolo merita e desidera vivere la propria vita nazionale, è naturale che si senta un corpo alieno costretto a stare nelle nazioni tra le quali vive, un corpo alieno che insiste ad avere una propria distinta identità e che perciò è costretto a ridurre la sfera della propria esistenza. É giusto, quindi, che essi [gli anti-semiti] lottino contro di noi per la loro integrità nazionale. Invece di costruire organizzazioni per difendere gli ebrei dagli anti-semiti, i quali vogliono ridurre i nostri diritti, noi dobbiamo costruire organizzazioni per difendere gli ebrei dai nostri amici che desiderano difendere i nostri diritti".[4] Queste parole, e l'atteggiamento conseguente dei sionisti, hanno certo dato argomenti preziosi ai nazisti che sostenevano appunto che gli ebrei erano una nazione estranea nella loro nazione. "Per i sionisti, affermava senza vergogna Harry Sacher, un sionista inglese - il nemico è il liberalismo; esso è anche il nemico per il nazismo; ergo, il sionismo dovrebbe avere molta simpatia e comprensione per il nazismo, di cui l'anti-semitismo è probabilmente un aspetto passeggero".[5] Non è solo cecità politica, è collaborazione criminale col nemico degli ebrei. E Lei, Presidente, vuole chiudere gli occhi su questo aspetto della storia del sionismo? Le ricordo poi che i nazisti rispondevano molto positivamente alle offerte dei sionisti come dimostra questo brano di una loro circolare: "I membri delle organizzazioni sioniste non devono essere, date le loro attività dirette verso l'emigrazione in Palestina, trattati con lo stesso rigore che invece è necessario nei confronti dei membri delle organizzazioni ebraico-tedesche (cioè gli assimilazionisti)".[6] E Reinhardt Heyndrich, capo dei Servizi Segreti delle SS dichiarava: "Il momento non può più essere lontano ormai in cui la Palestina sarà in grado di nuovo di accogliere i suoi figli che aveva perduto da oltre mille anni. I nostri buoni auguri e la nostra benevolenza ufficiale li accompagnino".[7] La colonizzazione della Palestina era ben vista dai nazisti. Tra colonialisti ci si intende. Questo per ricordarLe che i nazisti, con l'aiuto consapevole dei sionisti, hanno colpito solo quegli ebrei che intendevano vivere nei paesi in cui erano nati e non volevano rendersi responsabili dell'occupazione della Palestina e della conseguente e inevitabile cacciata dei palestinesi. Queste vittime ebraiche non erano sioniste, erano semmai assimilazionisti o antisionisti. Dopo l'Olocausto, l'Occidente non ha fatto altro che premiare i sionisti consegnando loro la terra dei palestinesi e facendo pagare a chi non aveva nessuna colpa, il caro prezzo dello sterminio degli ebrei avvenuto per diretta responsabilità di alcuni paesi europei e per l'ignavia di altri nonché per il folle piano sionista. La collaborazione tra sionisti e nazisti é stata possibile anche, al di là dell'aspetto pratico della comune volontà di portare gli ebrei in Palestina, perché l'ideologia sionista e quella nazista avevano un punto in comune, come riconosce l'ebreo sionista Prinz: "Uno Stato costruito sul principio della purezza della nazione e della razza (cioè la Germania nazista) può solo avere rispetto per quegli ebrei che vedono se stessi allo stesso modo".[8] Lo stesso personaggio si rendeva conto della situazione paradossale che si veniva a creare, e ammetteva: "Per i sionisti era molto disagevole operare. Era moralmente imbarazzante sembrare essere considerati i figli prediletti del governo nazista, in particolare proprio nel momento in cui esso scioglieva i gruppi giovanili (ebraici) antisionisti, e sembrava preferire per altre vie i sionisti. I nazisti chiedevano un «comportamento più coerentemente sionista»".[9] E tuttavia la collaborazione andò avanti. Fu una collaborazione multiforme che ricostruisco nel mio saggio "La natura del sionismo"[10]. Le voglio ricordare, per finire, l'invito di Dov Joseph, caporione dell'Agenzia Ebraica, che sul finire del 1944, quando gli ebrei morivano a centinaia di migliaia nei lager, parlando a giornalisti sionisti in Palestina preoccupati delle notizie dei massacri, li mise in guardia contro: "la pubblicazione di dati che esagerano il numero delle vittime ebraiche, perché se noi annunciamo che milioni di ebrei sono stati massacrati dai nazisti, poi ci chiederanno, a ragione, dove sono i milioni di ebrei per i quali noi rivendichiamo una patria quando la guerra sarà finita". [11] Questo può bastare, ma ho l'ardire signor Presidente di consigliarLe di approfondire l'argomento. La storia del sionismo è una storia criminale, non è sorprendente quindi che i sionisti e lo Stato sionista continuino a trattare così barbaramente i palestinesi. Ma la mia preoccupazione va al di là della tristissima situazione del popolo palestinese che tutti sembrano dimenticare. Sinceramente, signor Presidente, vogliamo fare la fine degli Stati Uniti in Iraq? Oggi personaggi importanti negli USA, come l'ex presidente Jimmy Carter, o gli studiosi universitari Mersheimer e Walt si sforzano di aprire gli occhi ai loro compatrioti sulle conseguenze della cieca politica estera elaborata a Tel Aviv e nei circoli dei neoconservatori sionisti di Washington che gli Stati Uniti stanno conducendo in Medio Oriente. Crede che la guerra in Iraq sia stata fatta per le armi di distruzione di massa di Saddam? Per la minaccia che l'Iraq rappresentava per l'Occidente? Per l'esportazione della democrazia? Per gli interessi petroliferi americani? Molti sostengono quest'ultima ipotesi (le altre sono miseramente crollate). Ma il petrolio non si compra sul mercato? E poi quanto verrebbe a costare se dobbiamo fare una guerra ad ogni paese produttore? Signor Presidente, la guerra è stata fatta per eliminare un possibile rivale di Israele e per consolidare il dominio sionista in Medio Oriente. Adesso Tel Aviv invita l'Occidente a distruggere l'Iran, e ricatta tutti facendo capire che se non lo facciamo noi, sarà proprio Israele a farlo. Come? Invadendo l'Iran? No Presidente, sappiamo tutti che Israele ricorrerebbe alle sue armi nucleari. Gli americani si stanno accorgendo, a proprie spese, di cosa voglia dire essersi fatti invischiare in una guerra assurda in Iraq per gli interessi di Israele. E noi non ce ne vogliamo rendere conto. Vogliamo veramente farci coinvolgere nella guerra nucleare contro l'Iran? Nella guerra mondiale contro l'Islam? Prenda esempio dall'ex-presidente Carter e denunci l'Apartheid di Israele. Se non lo vuole fare Lei, lasci che qualcun altro, per il bene dell'umanità, degli ebrei e dei palestinesi, continui a denunciare il sionismo e si batta per uno Stato unico, democratico, pacifico in Palestina per tutti i suoi abitanti, nessuno escluso. Signor Presidente, Lei non si ricorderà di me, eppure noi ci siamo conosciuti e ci siamo parlati. Fu in una triste occasione. Qualche anno fa, all'aeroporto di Fiumicino, Lei in rappresentanza del suo partito venne a portare solidarietà a mia sorella, Marisa, che, dopo aver partecipato ad una manifestazione pacifista a Gerusalemme, solo perché guardava da dietro la vetrata dell'albergo i poliziotti israeliani che massacravano un ragazzino palestinese per strada, perse un occhio quando da un idrante con la stella di Davide spararono uno spruzzo talmente violento da infrangere il vetro e conficcarle una scheggia nell'occhio. Allora veniva a porgere un saluto a mia sorella che aveva pagato per difendere i diritti e la dignità dei palestinesi. Oggi con la sua dichiarazione inaccettabile accusa gli antisionisti, e molti sono ebrei, che si battono per uno Stato democratico in Palestina mettendoli nello stesso immondezzaio degli antisemiti. Credo, signor Presidente, che i sionisti sono riusciti a fare con Lei, ancora peggio che con mia sorella. A lei sono riusciti ad accecare non uno, ma tutti e due gli occhi! Distinti saluti manno mauro ---------------------------------------------------------- [1] Jewish Chronicle, 22 gennaio 1982. [2] Maxime Rodinson, Peuple juif ou problème juif? Parigi, Petite collection Maspero, 1981, pp. 174-75. [3] Maxime Rodinson, Peuple juif ou problème juif? cit. p. 174. [4] Jacob Klatzkin, (1925), citato in Jacob Agus, The Meaning of Jewish History, in Encyclopedia Judaica, vol II, p. 425. [5] Harry Sacher, Jewish Review, settembre 1932, p. 104, Londra. [6] Circolare della Gestapo bavarese indirizzata al corpo di polizia bavarese, 23 gennaio, 1935, pubblicata in Kurt Grossman, Zionists and Non-Zionists under Nazi Rule in the 1930's, Herzl Yearbook, vol VI, p. 340. [7] Reinhardt Heyndrich, capo dei Servizi Segreti delle SS, The Visible Enemy, articolo pubblicato in Das Schwarze Korps, organo ufficiale delle SS, maggio 1935. [8] Joachim Prinz, (1936), citato in Benyamin Matuvo, The Zionist Wish and the Nazi Deed, Issues, (1966/67), p. 12. [9] Joachim Prinz, Zionism under the Nazi Government, in Young Zionist, Londra, novembre 1937, p. 18. [10] La natura del sionismo, supplemento al numero 56, novembre 2006, di Aginform. [11] Yoav Gelber, Zionist Policy and the Fate of European Jewry, p. 195. -- [Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio] _________________________________________________________________ Cimentati con nuove domande su Duel Live… http://specials.it.msn.com/DuelLive.aspx From ladysa23 a hotmail.com Mon Jan 29 13:35:24 2007 From: ladysa23 a hotmail.com (sara bollin) Date: Mon, 29 Jan 2007 12:35:24 +0000 Subject: [Bsf] magazzino47-spiedo di autofinanziamento Message-ID: VENERDì 2 FEBBRAIO 07 SOSTIENI IL CENTRO SOCIALE MAGAZZINO47! ore 20.30 Spiedo di Autofinanziamento. Prenotati chiamando Radio Onda d'Urto: 030.45670 oppure scrivendo una mail a info a magazzino47.org _________________________________________________________________ Hotmail 1 GB: ancora più spazio per i tuoi messaggi e foto! 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Non mi sembra per nulla un rappresntante della sinistra critica, anzi. paolo vitale ----Messaggio originale---- Da: gero a numerica.it Data: 29- gen-2007 9.36 AM A: "brescia social forum" Ogg: [Bsf] inceneritori e nanopolveri Sul blog di Beppe Grillo petizione on line sul voto di oggi Ha già raccolto 26.000 firme in poche ore http: //www.beppegrillo.it/2007/01/non_permettiamo.html ciao a tutti Marco Geronimi Stoll _______________________________________________ Bsf mailing list From gero a numerica.it Mon Jan 29 14:48:34 2007 From: gero a numerica.it (gero) Date: Mon, 29 Jan 2007 14:48:34 +0100 Subject: [Bsf] R: inceneritori e nanopolveri In-Reply-To: <1106df32b1a.plovitale@virgilio.it> References: <1106df32b1a.plovitale@virgilio.it> Message-ID: <45BDFB32.1010607@numerica.it> Dai, Paolo, ancora con le etichette? ma soprattutto: davvero mi dici che l'attenta sinistra critica bresciana non sa nulla del bailamme sulle nanopatologie e sulle nuove linee di incenerimento che in parlamento oggi vogliono far passare in deroga alle leggi europee? Evviva l'attenta sinistra critica bresciana: qualcuno le offra un caffè. E se quel qualcuno è Beppe Grillo, evviva anche lui. Ciao Marco plovitale a virgilio.it ha scritto: >Leggo di nuove linee a Brescia sul sito di Beppe Grillo. Non ne ho >sentito parlare altrove. >Sinceramente, Beppe Grillo è bravo a far >ridere, ma dal nostro punto di vista mi sembra un bravo qualunquista. >Non mi sembra per nulla un rappresntante della sinistra critica, anzi. >paolo vitale > >----Messaggio originale---- >Da: gero a numerica.it >Data: 29- >gen-2007 9.36 AM >A: "brescia social forum" >Ogg: [Bsf] >inceneritori e nanopolveri > >Sul blog di Beppe Grillo petizione on line >sul voto di oggi > >Ha già raccolto 26.000 firme in poche ore > > >http: >//www.beppegrillo.it/2007/01/non_permettiamo.html > > >ciao a tutti > >Marco >Geronimi Stoll > >_______________________________________________ >Bsf >mailing list > > > >_______________________________________________ >Bsf mailing list > > > From sauro a bresciascuola.it Mon Jan 29 15:26:39 2007 From: sauro a bresciascuola.it (sauro a bresciascuola.it) Date: Mon, 29 Jan 2007 15:26:39 +0100 Subject: [Bsf] al presidente Napolitano In-Reply-To: References: Message-ID: <200701291526.39938.sauro@bresciascuola.it> Grazie Luciana, molto interessante Sauro Alle 13:18, lunedì 29 gennaio 2007, luciana sossi ha scritto: > Lettera aperta al Presidente della Repubblica Italiana > > Signor Presidente, > > Da quanto leggo su televideo lei avrebbe dichiarato: > > "No all'antisemitismo anche quando esso si travesta da antisionismo". > > "Antisionismo significa negazione della fonte ispiratrice dello stato > ebraico, delle ragioni della sua nascita, ieri, e della sua sicurezza oggi, > al di là dei governi che si alternano nella guida di Israele". > > Se questo è realmente il suo pensiero, e naturalmente mi auguro che non lo > sia, mi lasci dire che queste sono affermazioni errate e gravi e mi auguro > che suscitino, da parte di numerosi italiani, una reazione calma e > ragionata ma ferma. > > Signor Presidente, > > mi consenta di dissentire dalla prima frase da lei pronunciata. Lei > sostiene che l'opposizione al sionismo è antisemitismo mascherato. Né si > può pensare che Lei abbia voluto dire che solo alcuni antisemiti nascondono > il loro antisemitismo reale dietro un preteso o falso antisionismo. Lei ha > formulato il suo pensiero in modo inequivocabile: per Lei chi è > antisionista è antisemita sic et simpliciter. Io sono d'accordo con lei che > l'antisionismo è la "negazione della fonte ispiratrice dello stato ebraico > e delle ragioni della sua nascita" ma sostengo con decisione che la > negazione delle ragioni della nascita dello Stato ebraico e la sua > sostituzione con uno Stato democratico unico di ebrei e palestinesi su > tutta la Palestina non potrà che arrecare bene agli ebrei, ai palestinesi, > ai popoli mediorientali e del mondo intero. Ritengo, e non sono l'unico > visto che molti ebrei antisionisti sono dello stesso avviso, che lo Stato > sionista per soli ebrei è uno Stato razzista, coloniale e espansionista, > non diversamente da quello che era lo Stato razzista per soli bianchi del > Sud Africa. La natura sionista di Israele è una minaccia per la pace > mondiale e per gli stessi ebrei. > > Signor Presidente, > > non sono un negazionista dell'Olocausto e non nutro sentimenti > anti-ebraici. Desidero solo che gli ebrei in Palestina non neghino ai > palestinesi un diritto che rivendicano per sé. I palestinesi, profughi e > residenti in Israele o nei territori occupati, hanno diritto a vivere in > Palestina in pace e in armonia, godendo delle libertà democratiche che > tutti i popoli del mondo meritano. Questo principio che noi non neghiamo > agli ebrei di Palestina, Israele lo nega ai palestinesi. > > Lei forse è favorevole agli stati etnici? Mi sembrava di aver capito che > Lei e il partito da cui proviene eravate favorevoli agli Stati democratici > in cui tutti i cittadini sono uguali indipendentemente dalla religione, > dall'etnia, dalla cultura o altro, a cui appartengono. Forse mi sono > sbagliato. Non capisco perché l'Italia e l'UE si sono impegnati per > l'uguaglianza dei diritti tra bianchi e neri in Sud Africa, o si impegnano > oggi per l'uguaglianza e la convivenza tra serbi e cossovari in Kossovo, > tra macedoni e albanesi in Macedonia, tra musulmani, ortodossi e cristiani > in Bosnia, tra sciiti, sunniti e cristiani in Libano e poi sostengano il > carattere esclusivamente ebraico di Israele? > > Forse Olmert ha chiesto anche a Lei, come ha fatto con il Signor Prodi, di > difendere Israele in quanto Stato esclusivamente ebraico e sionista? > > Se questo è il suo pensiero, voglio chiederLe: > > - se Israele decidesse di deportare i cittadini israeliani non ebrei, come > chiede da tempo il ministro razzista Avigdor Lieberman, Lei appoggerebbe > questa politica in nome della difesa del carattere ebraico dello Stato > israeliano? > > - ignora Lei forse che i cittadini non ebrei d'Israele non hanno gli stessi > diritti degli ebrei? Non sa forse che è proibito per legge ad un cittadino > israeliano non ebreo di acquistare proprietà terriere da un ebreo? Ignora > forse che esistono strade che collegano Israele alle colonie nei territori > occupati su cui non possono circolare (non i palestinesi dei territori > occupati, questo tutti lo sanno) ma i cittadini arabi di Israele? Le > ricordo, inter alia, anche che è negato il ricongiungimento al coniuge ad > un cittadino arabo d'Israele se questo coniuge proviene dai territori > occupati. Spero che Lei sia informato sulla proposta di legge nella Knesset > che prevede di togliere la nazionalità israeliana ad un cittadino arabo > d'Israele se costui non dichiara fedeltà al sionismo. Si renderà conto che > questo corrisponde a volere l'accettazione dell'ingiustizia storica che il > sionismo ha fatto ai palestinesi da parte delle stesse vittime > dell'ingiustizia. > > - Non ritiene che portare quegli ebrei (per fortuna non sono tutti gli > ebrei) che sostengono Israele a liberarsi di una forma statale che > discrimina i cittadini non ebrei, che impianta colonie su territori fuori > dai suoi confini, che conduce una guerra contro una popolazione occupata e > indifesa, che possiede armi nucleari e non aderisce al trattato di non > proliferazione nucleare e all'AIEA, che è stata condannata mille volte > nell'ambito dell'ONU, non equivalga ad un bene per loro e per i > palestinesi? > > - e infine l'ultima domanda: se l'Italia (che lo ha già fatto nel passato) > dovesse attuare una politica discriminatoria verso i suoi cittadini ebrei > come Israele discrimina i suoi cittadini non ebrei e dovesse riprendere, > malauguratamente, una politica coloniale, Lei non riprenderebbe la lotta > contro il regime o il governo che così si comportasse? > > Allora perché non si può combattere un regime, quello sionista, che è > discriminatorio, razzista e colonialista? Nessuno sta proponendo un nuovo > olocausto ebraico, gli antisionisti vogliono solo uno Stato non > confessionale, non etnico, non razzista in Palestina, per gli ebrei e per i > palestinesi. Non diversamente da quello che sono tutti gli stati > autenticamente democratici nel mondo. > > Signor Presidente, > > si dà il caso che sono uno studioso del sionismo. É quindi sulla base dei > miei studi di questa ideologia politica che Le scrivo. Le ricordo alcuni > fatti: > > Primo tra tutti la collaborazione dei sionisti (di destra e di sinistra) > con gli antisemiti, con il fascismo e il nazismo. Si è trattato di una > collaborazione lunga ed estremamente dannosa per gli ebrei non sionisti > (che allora erano la stragrande maggioranza). Per quanto ciò possa apparire > incredibile, la collaborazione dei sionisti con i fascisti, i nazisti e gli > antisemiti, storicamente documentata, si fondava su una logica di scambio > criminale a danno degli ebrei. I sionisti hanno appoggiato i regimi > fascisti e antisemiti prima e durante la seconda guerra mondiale, chiedendo > in cambio di permettere loro di portare gli ebrei in Palestina per > realizzare il loro progetto coloniale. Gli ebrei che non accettavano di > emigrare in Palestina sono stati abbandonati al loro destino. Gli > antisemiti erano ben contenti di liberarsi degli ebrei in questo modo. Non > è vero che gli antisemiti sono antisionisti come lei sostiene ma è vero > proprio il contrario. Non metterà in dubbio, spero, le parole dello > scrittore israeliano Yehoshua che qualche anno fa ha dichiarato: > > "I gentili hanno sempre incoraggiato il sionismo, sperando che li avrebbe > aiutati a liberarsi degli ebrei che vivevano tra di loro. Anche oggi, in > una maniera perversa, un vero antisemita deve essere un sionista". [1] > > Lo scrittore israeliano dimentica però di dire che anche i sionisti, in > maniera perversa, hanno incoraggiato gli antisemiti affinché allontanassero > gli ebrei dai loro paesi e li consegnassero agli attivisti sionisti pronti > a portarli nelle colonie in Palestina. Un vero sionista è un amico degli > antisemiti. > > Questo aspetto vergognoso della storia del sionismo inizia con il suo > stesso fondatore, Theodor Herzl. Nell'agosto del 1903, Herzl si recò nella > Russia zarista per una serie di incontri con il Conte von Plehve, ministro > antisemita dello Zar Nicola II e Witte, ministro delle finanze. Gli > incontri avvennero meno di 4 mesi dopo l'orrendo pogrom di Kishinev, di cui > era direttamente responsabile von Plehve. Herzl propose un'alleanza, basata > sul comune desiderio di far uscire la maggior parte degli ebrei russi dalla > Russia e, a più breve termine, allontanare gli ebrei russi dal movimento > socialista e comunista. All'inizio del primo incontro (8 agosto) von Plehve > dichiarò che egli si considerava "un ardente sostenitore del sionismo". > Quando Herzl cominciò a descrivere lo scopo del sionismo, il Conte lo > interruppe affermando: "Predicate a un convertito". > > In un successivo incontro con Witte, il fondatore del sionismo si sentì > dichiarare apertamente: "Avevo l'abitudine di dire al povero imperatore > Alessandro III: se fosse possibile annegare nel mar Nero sei o sette > milioni di ebrei, io ne sarei perfettamente soddisfatto; ma non è > possibile; allora dobbiamo lasciarli vivere". E quando Herzl disse di > sperare in qualche incoraggiamento dal governo russo, Witte rispose: "Ma > noi diamo agli ebrei degli incoraggiamenti ad emigrare, per esempio dei > calci nel sedere".[2] > > Il risultato degli incontri fu la promessa di von Plehve e del governo > russo di > > "un appoggio morale e materiale al sionismo nel giorno in cui alcune delle > sue azioni pratiche sarebbero servite a diminuire la popolazione ebraica in > Russia". [3] > > "Se noi [sionisti] - diceva Jacob Klatzkin - non ammettiamo che gli altri > abbiano il diritto di essere anti-semiti, allora noi neghiamo a noi stessi > il diritto di essere nazionalisti. Se il nostro popolo merita e desidera > vivere la propria vita nazionale, è naturale che si senta un corpo alieno > costretto a stare nelle nazioni tra le quali vive, un corpo alieno che > insiste ad avere una propria distinta identità e che perciò è costretto a > ridurre la sfera della propria esistenza. É giusto, quindi, che essi [gli > anti-semiti] lottino contro di noi per la loro integrità nazionale. Invece > di costruire organizzazioni per difendere gli ebrei dagli anti-semiti, i > quali vogliono ridurre i nostri diritti, noi dobbiamo costruire > organizzazioni per difendere gli ebrei dai nostri amici che desiderano > difendere i nostri diritti".[4] > > Queste parole, e l'atteggiamento conseguente dei sionisti, hanno certo dato > argomenti preziosi ai nazisti che sostenevano appunto che gli ebrei erano > una nazione estranea nella loro nazione.