[Bsf] al presidente Napolitano

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Lun 29 Gen 2007 15:26:39 CET


Grazie Luciana, molto interessante
Sauro

Alle 13:18, lunedì 29 gennaio 2007, luciana sossi ha scritto:
> Lettera aperta al Presidente della Repubblica Italiana
>
> Signor Presidente,
>
> Da quanto leggo su televideo lei avrebbe dichiarato:
>
> "No all'antisemitismo anche quando esso si travesta da antisionismo".
>
> "Antisionismo significa negazione della fonte ispiratrice dello stato
> ebraico, delle ragioni della sua nascita, ieri, e della sua sicurezza oggi,
> al di là dei governi che si alternano nella guida di Israele".
>
> Se questo è realmente il suo pensiero, e naturalmente mi auguro che non lo
> sia, mi lasci dire che queste sono affermazioni errate e gravi e mi auguro
> che suscitino, da parte di numerosi italiani, una reazione calma e
> ragionata ma ferma.
>
> Signor Presidente,
>
> mi consenta di dissentire dalla prima frase da lei pronunciata. Lei
> sostiene che l'opposizione al sionismo è antisemitismo mascherato. Né si
> può pensare che Lei abbia voluto dire che solo alcuni antisemiti nascondono
> il loro antisemitismo reale dietro un preteso o falso antisionismo. Lei ha
> formulato il suo pensiero in modo inequivocabile: per Lei chi è
> antisionista è antisemita sic et simpliciter. Io sono d'accordo con lei che
> l'antisionismo è la "negazione della fonte ispiratrice dello stato ebraico
> e delle ragioni della sua nascita" ma sostengo con decisione che la
> negazione delle ragioni della nascita dello Stato ebraico e la sua
> sostituzione con uno Stato democratico unico di ebrei e palestinesi su
> tutta la Palestina non potrà che arrecare bene agli ebrei, ai palestinesi,
> ai popoli mediorientali e del mondo intero. Ritengo, e non sono l'unico
> visto che molti ebrei antisionisti sono dello stesso avviso, che lo Stato
> sionista per soli ebrei è uno Stato razzista, coloniale e espansionista,
> non diversamente da quello che era lo Stato razzista per soli bianchi del
> Sud Africa. La natura sionista di Israele è una minaccia per la pace
> mondiale e per gli stessi ebrei.
>
> Signor Presidente,
>
> non sono un negazionista dell'Olocausto e non nutro sentimenti
> anti-ebraici. Desidero solo che gli ebrei in Palestina non neghino ai
> palestinesi un diritto che rivendicano per sé. I palestinesi, profughi e
> residenti in Israele o nei territori occupati, hanno diritto a vivere in
> Palestina in pace e in armonia, godendo delle libertà democratiche che
> tutti i popoli del mondo meritano. Questo principio che noi non neghiamo
> agli ebrei di Palestina, Israele lo nega ai palestinesi.
>
> Lei forse è favorevole agli stati etnici? Mi sembrava di aver capito che
> Lei e il partito da cui proviene eravate favorevoli agli Stati democratici
> in cui tutti i cittadini sono uguali indipendentemente dalla religione,
> dall'etnia, dalla cultura o altro, a cui appartengono. Forse mi sono
> sbagliato. Non capisco perché l'Italia e l'UE si sono impegnati per
> l'uguaglianza dei diritti tra bianchi e neri in Sud Africa, o si impegnano
> oggi per l'uguaglianza e la convivenza tra serbi e cossovari in Kossovo,
> tra macedoni e albanesi in Macedonia, tra musulmani, ortodossi e cristiani
> in Bosnia, tra sciiti, sunniti e cristiani in Libano e poi sostengano il
> carattere esclusivamente ebraico di Israele?
>
> Forse Olmert ha chiesto anche a Lei, come ha fatto con il Signor Prodi, di
> difendere Israele in quanto Stato esclusivamente ebraico e sionista?
>
> Se questo è il suo pensiero, voglio chiederLe:
>
> - se Israele decidesse di deportare i cittadini israeliani non ebrei, come
> chiede da tempo il ministro razzista Avigdor Lieberman, Lei appoggerebbe
> questa politica in nome della difesa del carattere ebraico dello Stato
> israeliano?
>
> - ignora Lei forse che i cittadini non ebrei d'Israele non hanno gli stessi
> diritti degli ebrei? Non sa forse che è proibito per legge ad un cittadino
> israeliano non ebreo di acquistare proprietà terriere da un ebreo? Ignora
> forse che esistono strade che collegano Israele alle colonie nei territori
> occupati su cui non possono circolare (non i palestinesi dei territori
> occupati, questo tutti lo sanno) ma i cittadini arabi di Israele? Le
> ricordo, inter alia, anche che è negato il ricongiungimento al coniuge ad
> un cittadino arabo d'Israele se questo coniuge proviene dai territori
> occupati. Spero che Lei sia informato sulla proposta di legge nella Knesset
> che prevede di togliere la nazionalità israeliana ad un cittadino arabo
> d'Israele se costui non dichiara fedeltà al sionismo. Si renderà conto che
> questo corrisponde a volere l'accettazione dell'ingiustizia storica che il
> sionismo ha fatto ai palestinesi da parte delle stesse vittime
> dell'ingiustizia.
>
> - Non ritiene che portare quegli ebrei (per fortuna non sono tutti gli
> ebrei) che sostengono Israele a liberarsi di una forma statale che
> discrimina i cittadini non ebrei, che impianta colonie su territori fuori
> dai suoi confini, che conduce una guerra contro una popolazione occupata e
> indifesa, che possiede armi nucleari e non aderisce al trattato di non
> proliferazione nucleare e all'AIEA, che è stata condannata mille volte
> nell'ambito dell'ONU, non equivalga ad un bene per loro e per i
> palestinesi?
>
> - e infine l'ultima domanda: se l'Italia (che lo ha già fatto nel passato)
> dovesse attuare una politica discriminatoria verso i suoi cittadini ebrei
> come Israele discrimina i suoi cittadini non ebrei e dovesse riprendere,
> malauguratamente, una politica coloniale, Lei non riprenderebbe la lotta
> contro il regime o il governo che così si comportasse?
>
> Allora perché non si può combattere un regime, quello sionista, che è
> discriminatorio, razzista e colonialista? Nessuno sta proponendo un nuovo
> olocausto ebraico, gli antisionisti vogliono solo uno Stato non
> confessionale, non etnico, non razzista in Palestina, per gli ebrei e per i
> palestinesi. Non diversamente da quello che sono tutti gli stati
> autenticamente democratici nel mondo.
>
> Signor Presidente,
>
> si dà il caso che sono uno studioso del sionismo. É quindi sulla base dei
> miei studi di questa ideologia politica che Le scrivo. Le ricordo alcuni
> fatti:
>
> Primo tra tutti la collaborazione dei sionisti (di destra e di sinistra)
> con gli antisemiti, con il fascismo e il nazismo. Si è trattato di una
> collaborazione lunga ed estremamente dannosa per gli ebrei non sionisti
> (che allora erano la stragrande maggioranza). Per quanto ciò possa apparire
> incredibile, la collaborazione dei sionisti con i fascisti, i nazisti e gli
> antisemiti, storicamente documentata, si fondava su una logica di scambio
> criminale a danno degli ebrei. I sionisti hanno appoggiato i regimi
> fascisti e antisemiti prima e durante la seconda guerra mondiale, chiedendo
> in cambio di permettere loro di portare gli ebrei in Palestina per
> realizzare il loro progetto coloniale. Gli ebrei che non accettavano di
> emigrare in Palestina sono stati abbandonati al loro destino. Gli
> antisemiti erano ben contenti di liberarsi degli ebrei in questo modo. Non
> è vero che gli antisemiti sono antisionisti come lei sostiene ma è vero
> proprio il contrario. Non metterà in dubbio, spero, le parole dello
> scrittore israeliano Yehoshua che qualche anno fa ha dichiarato:
>
> "I gentili hanno sempre incoraggiato il sionismo, sperando che li avrebbe
> aiutati a liberarsi degli ebrei che vivevano tra di loro. Anche oggi, in
> una maniera perversa, un vero antisemita deve essere un sionista". [1]
>
> Lo scrittore israeliano dimentica però di dire che anche i sionisti, in
> maniera perversa, hanno incoraggiato gli antisemiti affinché allontanassero
> gli ebrei dai loro paesi e li consegnassero agli attivisti sionisti pronti
> a portarli nelle colonie in Palestina. Un vero sionista è un amico degli
> antisemiti.
>
> Questo aspetto vergognoso della storia del sionismo inizia con il suo
> stesso fondatore, Theodor Herzl. Nell'agosto del 1903, Herzl si recò nella
> Russia zarista per una serie di incontri con il Conte von Plehve, ministro
> antisemita dello Zar Nicola II e Witte, ministro delle finanze. Gli
> incontri avvennero meno di 4 mesi dopo l'orrendo pogrom di Kishinev, di cui
> era direttamente responsabile von Plehve. Herzl propose un'alleanza, basata
> sul comune desiderio di far uscire la maggior parte degli ebrei russi dalla
> Russia e, a più breve termine, allontanare gli ebrei russi dal movimento
> socialista e comunista. All'inizio del primo incontro (8 agosto) von Plehve
> dichiarò che egli si considerava "un ardente sostenitore del sionismo".
> Quando Herzl cominciò a descrivere lo scopo del sionismo, il Conte lo
> interruppe affermando: "Predicate a un convertito".
>
> In un successivo incontro con Witte, il fondatore del sionismo si sentì
> dichiarare apertamente: "Avevo l'abitudine di dire al povero imperatore
> Alessandro III: se fosse possibile annegare nel mar Nero sei o sette
> milioni di ebrei, io ne sarei perfettamente soddisfatto; ma non è
> possibile; allora dobbiamo lasciarli vivere". E quando Herzl disse di
> sperare in qualche incoraggiamento dal governo russo, Witte rispose: "Ma
> noi diamo agli ebrei degli incoraggiamenti ad emigrare, per esempio dei
> calci nel sedere".[2]
>
> Il risultato degli incontri fu la promessa di von Plehve e del governo
> russo di
>
> "un appoggio morale e materiale al sionismo nel giorno in cui alcune delle
> sue azioni pratiche sarebbero servite a diminuire la popolazione ebraica in
> Russia". [3]
>
> "Se noi [sionisti] - diceva Jacob Klatzkin - non ammettiamo che gli altri
> abbiano il diritto di essere anti-semiti, allora noi neghiamo a noi stessi
> il diritto di essere nazionalisti. Se il nostro popolo merita e desidera
> vivere la propria vita nazionale, è naturale che si senta un corpo alieno
> costretto a stare nelle nazioni tra le quali vive, un corpo alieno che
> insiste ad avere una propria distinta identità e che perciò è costretto a
> ridurre la sfera della propria esistenza. É giusto, quindi, che essi [gli
> anti-semiti] lottino contro di noi per la loro integrità nazionale. Invece
> di costruire organizzazioni per difendere gli ebrei dagli anti-semiti, i
> quali vogliono ridurre i nostri diritti, noi dobbiamo costruire
> organizzazioni per difendere gli ebrei dai nostri amici che desiderano
> difendere i nostri diritti".[4]
>
> Queste parole, e l'atteggiamento conseguente dei sionisti, hanno certo dato
> argomenti preziosi ai nazisti che sostenevano appunto che gli ebrei erano
> una nazione estranea nella loro nazione.
>
> "Per i sionisti, affermava senza vergogna Harry Sacher, un sionista inglese
> - il nemico è il liberalismo; esso è anche il nemico per il nazismo; ergo,
> il sionismo dovrebbe avere molta simpatia e comprensione per il nazismo, di
> cui l'anti-semitismo è probabilmente un aspetto passeggero".[5]
>
> Non è solo cecità politica, è collaborazione criminale col nemico degli
> ebrei. E Lei, Presidente, vuole chiudere gli occhi su questo aspetto della
> storia del sionismo? Le ricordo poi che i nazisti rispondevano molto
> positivamente alle offerte dei sionisti come dimostra questo brano di una
> loro circolare:
>
> "I membri delle organizzazioni sioniste non devono essere, date le loro
> attività dirette verso l'emigrazione in Palestina, trattati con lo stesso
> rigore che invece è necessario nei confronti dei membri delle
> organizzazioni ebraico-tedesche (cioè gli assimilazionisti)".[6]
>
> E Reinhardt Heyndrich, capo dei Servizi Segreti delle SS dichiarava:
>
> "Il momento non può più essere lontano ormai in cui la Palestina sarà in
> grado di nuovo di accogliere i suoi figli che aveva perduto da oltre mille
> anni. I nostri buoni auguri e la nostra benevolenza ufficiale li
> accompagnino".[7]
>
> La colonizzazione della Palestina era ben vista dai nazisti. Tra
> colonialisti ci si intende. Questo per ricordarLe che i nazisti, con
> l'aiuto consapevole dei sionisti, hanno colpito solo quegli ebrei che
> intendevano vivere nei paesi in cui erano nati e non volevano rendersi
> responsabili dell'occupazione della Palestina e della conseguente e
> inevitabile cacciata dei palestinesi. Queste vittime ebraiche non erano
> sioniste, erano semmai assimilazionisti o antisionisti. Dopo l'Olocausto,
> l'Occidente non ha fatto altro che premiare i sionisti consegnando loro la
> terra dei palestinesi e facendo pagare a chi non aveva nessuna colpa, il
> caro prezzo dello sterminio degli ebrei avvenuto per diretta responsabilità
> di alcuni paesi europei e per l'ignavia di altri nonché per il folle piano
> sionista. La collaborazione tra sionisti e nazisti é stata possibile anche,
> al di là dell'aspetto pratico della comune volontà di portare gli ebrei in
> Palestina, perché l'ideologia sionista e quella nazista avevano un punto in
> comune, come riconosce l'ebreo sionista Prinz:
>
> "Uno Stato costruito sul principio della purezza della nazione e della
> razza (cioè la Germania nazista) può solo avere rispetto per quegli ebrei
> che vedono se stessi allo stesso modo".[8]
>
> Lo stesso personaggio si rendeva conto della situazione paradossale che si
> veniva a creare, e ammetteva:
>
> "Per i sionisti era molto disagevole operare. Era moralmente imbarazzante
> sembrare essere considerati i figli prediletti del governo nazista, in
> particolare proprio nel momento in cui esso scioglieva i gruppi giovanili
> (ebraici) antisionisti, e sembrava preferire per altre vie i sionisti. I
> nazisti chiedevano un «comportamento più coerentemente sionista»".[9]
>
> E tuttavia la collaborazione andò avanti. Fu una collaborazione multiforme
> che ricostruisco nel mio saggio "La natura del sionismo"[10]. Le voglio
> ricordare, per finire, l'invito di Dov Joseph, caporione dell'Agenzia
> Ebraica, che sul finire del 1944, quando gli ebrei morivano a centinaia di
> migliaia nei lager, parlando a giornalisti sionisti in Palestina
> preoccupati delle notizie dei massacri, li mise in guardia contro:
>
> "la pubblicazione di dati che esagerano il numero delle vittime ebraiche,
> perché se noi annunciamo che milioni di ebrei sono stati massacrati dai
> nazisti, poi ci chiederanno, a ragione, dove sono i milioni di ebrei per i
> quali noi rivendichiamo una patria quando la guerra sarà finita". [11]
>
> Questo può bastare, ma ho l'ardire signor Presidente di consigliarLe di
> approfondire l'argomento.
>
> La storia del sionismo è una storia criminale, non è sorprendente quindi
> che i sionisti e lo Stato sionista continuino a trattare così barbaramente
> i palestinesi. Ma la mia preoccupazione va al di là della tristissima
> situazione del popolo palestinese che tutti sembrano dimenticare.
>
> Sinceramente, signor Presidente, vogliamo fare la fine degli Stati Uniti in
> Iraq? Oggi personaggi importanti negli USA, come l'ex presidente Jimmy
> Carter, o gli studiosi universitari Mersheimer e Walt si sforzano di aprire
> gli occhi ai loro compatrioti sulle conseguenze della cieca politica estera
> elaborata a Tel Aviv e nei circoli dei neoconservatori sionisti di
> Washington che gli Stati Uniti stanno conducendo in Medio Oriente. Crede
> che la guerra in Iraq sia stata fatta per le armi di distruzione di massa
> di Saddam? Per la minaccia che l'Iraq rappresentava per l'Occidente? Per
> l'esportazione della democrazia? Per gli interessi petroliferi americani?
> Molti sostengono quest'ultima ipotesi (le altre sono miseramente crollate).
> Ma il petrolio non si compra sul mercato? E poi quanto verrebbe a costare
> se dobbiamo fare una guerra ad ogni paese produttore? Signor Presidente, la
> guerra è stata fatta per eliminare un possibile rivale di Israele e per
> consolidare il dominio sionista in Medio Oriente. Adesso Tel Aviv invita
> l'Occidente a distruggere l'Iran, e ricatta tutti facendo capire che se non
> lo facciamo noi, sarà proprio Israele a farlo. Come? Invadendo l'Iran? No
> Presidente, sappiamo tutti che Israele ricorrerebbe alle sue armi nucleari.
>
> Gli americani si stanno accorgendo, a proprie spese, di cosa voglia dire
> essersi fatti invischiare in una guerra assurda in Iraq per gli interessi
> di Israele. E noi non ce ne vogliamo rendere conto. Vogliamo veramente
> farci coinvolgere nella guerra nucleare contro l'Iran? Nella guerra
> mondiale contro l'Islam?
>
> Prenda esempio dall'ex-presidente Carter e denunci l'Apartheid di Israele.
> Se non lo vuole fare Lei, lasci che qualcun altro, per il bene
> dell'umanità, degli ebrei e dei palestinesi, continui a denunciare il
> sionismo e si batta per uno Stato unico, democratico, pacifico in Palestina
> per tutti i suoi abitanti, nessuno escluso.
>
> Signor Presidente,
>
> Lei non si ricorderà di me, eppure noi ci siamo conosciuti e ci siamo
> parlati. Fu in una triste occasione. Qualche anno fa, all'aeroporto di
> Fiumicino, Lei in rappresentanza del suo partito venne a portare
> solidarietà a mia sorella, Marisa, che, dopo aver partecipato ad una
> manifestazione pacifista a Gerusalemme, solo perché guardava da dietro la
> vetrata dell'albergo i poliziotti israeliani che massacravano un ragazzino
> palestinese per strada, perse un occhio quando da un idrante con la stella
> di Davide spararono uno spruzzo talmente violento da infrangere il vetro e
> conficcarle una scheggia nell'occhio. Allora veniva a porgere un saluto a
> mia sorella che aveva pagato per difendere i diritti e la dignità dei
> palestinesi. Oggi con la sua dichiarazione inaccettabile accusa gli
> antisionisti, e molti sono ebrei, che si battono per uno Stato democratico
> in Palestina mettendoli nello stesso immondezzaio degli antisemiti.
>
> Credo, signor Presidente, che i sionisti sono riusciti a fare con Lei,
> ancora peggio che con mia sorella.
>
> A lei sono riusciti ad accecare non uno, ma tutti e due gli occhi!
>
> Distinti saluti
>
> manno mauro
>
> ----------------------------------------------------------
>
> [1] Jewish Chronicle, 22 gennaio 1982.
>
> [2] Maxime Rodinson, Peuple juif ou problème juif? Parigi, Petite
> collection Maspero, 1981, pp. 174-75.
>
> [3] Maxime Rodinson, Peuple juif ou problème juif? cit. p. 174.
>
> [4] Jacob Klatzkin, (1925), citato in Jacob Agus, The Meaning of Jewish
> History, in Encyclopedia Judaica, vol II, p. 425.
>
> [5] Harry Sacher, Jewish Review, settembre 1932, p. 104, Londra.
>
> [6] Circolare della Gestapo bavarese indirizzata al corpo di polizia
> bavarese, 23 gennaio, 1935, pubblicata in Kurt Grossman, Zionists and
> Non-Zionists under Nazi Rule in the 1930's, Herzl Yearbook, vol VI, p. 340.
>
> [7] Reinhardt Heyndrich, capo dei Servizi Segreti delle SS, The Visible
> Enemy, articolo pubblicato in Das Schwarze Korps, organo ufficiale delle
> SS, maggio 1935.
>
> [8] Joachim Prinz, (1936), citato in Benyamin Matuvo, The Zionist Wish and
> the Nazi Deed, Issues, (1966/67), p. 12.
>
> [9] Joachim Prinz, Zionism under the Nazi Government, in Young Zionist,
> Londra, novembre 1937, p. 18.
>
> [10] La natura del sionismo, supplemento al numero 56, novembre 2006, di
> Aginform.
>
> [11] Yoav Gelber, Zionist Policy and the Fate of European Jewry, p. 195.
>
> --
>
> [Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
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