[Bsf] Giornate nazionali di mobilitazione in difesa della scuola pubblica statale

stefano mori stefanomori2 a tele2.it
Gio 10 Maggio 2007 00:10:58 CEST



Cari partiti della maggioranza governativa,
il 18 maggio abbiamo deciso di occupare le vostre sedi e di seguito vi
spieghiamo il perché.

Sapete chi siamo. Siamo cittadine e cittadini che hanno lottato negli anni
scorsi contro la riforma Moratti e per la difesa della scuola pubblica. 
Ci siamo incontrati varie volte, ai tempi, ricordate? 
Eravate piuttosto convincenti quando affermavate che, una volta al governo,
certamente le cose sarebbero cambiate: la scuola al primo posto. Ora siete
al governo e le cose non sono cambiate, anzi, un po’ peggiorate. 

La scuola ha visto con l’ultima finanziaria un ulteriore gravissimo taglio
delle sue già esigue risorse. 
Quando abbiamo avuto l’occasione di chiedervene conto, incontrando qualche
eletto/a, la risposta è sempre stata la stessa: non dite nulla e allargate
le braccia, come a significare: e che ci possiamo fare?
Avete smesso di occuparvi di noi, popolo della scuola. Per questo noi
occuperemo le vostre sedi. 
Non mancano certo tra voi persone competenti e di buona volontà, capiamo
persino che ci possano essere tra voi differenti gradi di responsabilità,
però ci siamo stancati di parlare con dirigenti ministeriali periferici che
sono esecutori di ordini nazionali e non siamo nemmeno interessati ai
padoaschioppa esecutori di ordini internazionali. 
Alla fin dei conti si tratta di gente che non abbiamo né scelto né eletto.
Noi però, per farci rappresentare, abbiamo scelto e votato i vostri
candidati, e a questa responsabilità nessuno di voi può sottrarsi.

Le nostre aspettative sono fatte della stessa materia di cui son fatti i
sogni e i desideri, tuttavia, per rendervi le cose più agevoli, abbiamo
selezionato le richieste più pressanti e urgenti che ormai arrivano da tutte
le scuole della Repubblica. 

Vi chiediamo di impegnare il Governo a fare subito (subito!) tre cose:

Organici. Vogliamo che siano assegnati alle scuole i docenti necessari per
garantire il modello classico del tempo pieno e prolungato per tutti i
genitori che ne hanno fatto richiesta e per garantire a tutte le scuole di
ogni ordine e grado le classi che hanno richiesto senza dover stipare 30 o
più alunni/e per classe. 

Finanziamenti. Vogliamo che alle scuole siano restituite le risorse
sufficienti a pagare i supplenti e a ripristinare i capitoli di spesa
necessari al funzionamento della didattica laboratoriale.

Handicap. Vogliamo che sia assicurata almeno la stessa, già scarsa,
copertura di sostegno alla disabilità che c’era fino all’anno scorso.
Come si vede, non stiamo chiedendo qualcosa che ci risollevi dai disastri
compiuti dalla Moratti nei 5 anni precedenti, come pure ci saremmo aspettati
dalla vostra azione di governo, ci limitiamo a chiedere che non si faccia di
peggio. L’argomento “non ci sono i soldi”, lo sapete, non è più in campo. Le
entrate fiscali, ci avete detto, sono state abbondanti e “strutturali”. Ora
dovrete semplicemente decidere come impiegare il “tesoretto”, è il momento
delle priorità; noi siamo assolutamente convinti/e che scuola e istruzione
stiano in cima perché da esse dipende il futuro di tutte e di tutti.
L’ occupazione delle vostre sedi sarà pacifica. 
Qualche giorno prima appenderemo fuori dalle vostre sedi dei cartelli in cui
vi spiegheremo quando, come e perché vi occuperemo. 
Anticiperemo anche ai mezzi di comunicazione tutte le informazioni. Il
nostro fine infatti non è quello di provocarvi né creare tensioni o
incidenti. Non ci piacciono nemmeno i blitz a sorpresa. Noi vorremmo
condurvi per mano a guardare alle ragioni per cui ora siete al governo e
ricordandovi, di passata, chi vi ci ha portato. 

Vogliamo occuparci di voi, costringendovi a occuparvi di noi, per un giorno.


Quando il 18 verremo a occupare le vostre sedi, ovviamente, potrete
comportarvi come sentite più giusto:
a) chiedere alla polizia di farvi difendere dai vostri elettori, da
tranquilli insegnanti e da padri e madri dei bambini e degli adolescenti
della scuola pubblica. 
In quel caso spiegheremo ai poliziotti, che certamente hanno figli nella
scuola pubblica, le nostre ragioni e, come è accaduto altre volte, ci
daranno ragione. 
Dopodiché torneremo un altro giorno a occupare la vostra sede.
b) Farci trovare le porte chiuse. Ovviamente non siamo le persone più adatte
a forzare serrature. Appenderemo i nostri striscioni e cartelloni alle
vostre grate. Dopodiché torneremo un altro giorno a occupare la vostra sede.
c) Vi fate occupare dalle ragioni della scuola pubblica.


Ci vediamo il 18 maggio.
Le scuole del milanese
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